{"id":243,"date":"1986-01-03T23:21:00","date_gmt":"1986-01-03T22:21:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=243"},"modified":"2015-10-19T11:44:49","modified_gmt":"2015-10-19T09:44:49","slug":"ce-un-progetto-per-fare-esplodere-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=243","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 un progetto per fare esplodere la pace"},"content":{"rendered":"<p><i>(da &#8220;Paese Sera&#8221; del 3 gennaio 1986, pagina 5)<\/i><\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Sul TIME del 2 dicembre scorso, nell&#8217;indifferenza generale, \u00e8 stata pubblicata una\u00a0notizia: nell&#8217;agenda di lavoro concordata a Ginevra per il futuro tra i grandi Reagan e\u00a0Gorbaciov, c&#8217;\u00e8 lo studio per istituire un &#8220;centro per il controllo di crisi&#8221;, diretto\u00a0insieme da sovietici ed americani, che dovrebbe evitare il rischio della escalation\u00a0accidentale verso una guerra nucleare. Per la prima volta \u00e8 entrato ufficialmente, nel\u00a0linguaggio diplomatico fra le superpotenze, un altro fattore di rischio gravissimo: il\u00a0concetto di &#8220;guerra nucleare non intenzionale&#8221;.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Se una guerra nucleare si combattesse per sbaglio o per intenzione, le polveri ed i\u00a0fumi che le esplosioni innalzerebbero modificherebbero radicalmente le condizioni\u00a0fisiche dell&#8217;atmosfera, oscurando la luce solare ed impedendo ad essa, per circa un\u00a0anno, di arrivare sulla terra ad alimentarne la vita. Trecento scienziati di ogni punto\u00a0cardinale del mondo riuniti nell&#8217;International Council of the Scientific Unions (il\u00a0Consiglio internazionale delle societ\u00e0 scientifiche), hanno chiamato tutto questo\u00a0&#8220;inverno nucleare&#8221;. Sarebbe dopo la morte immediata stimata da alcuni in circa 2\u00a0miliardi di persone la morte per fame e per freddo degli abitanti delle parti del\u00a0pianeta anche non direttamente colpite dalla guerra nucleare. E&#8217; innescata sul futuro\u00a0dell&#8217;intera umanit\u00e0 una forza distruttiva tanto grande da sfuggire alla stessa logica\u00a0umana. Per impedirne gli effetti c&#8217;\u00e8 una sola via: disinnescarla. E solo l&#8217;intera\u00a0umanit\u00e0, che ne ha permesso passivamente lo sviluppo, pu\u00f2 farlo.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">L&#8217;obiettivo della presa collettiva di coscienza dell&#8217;intera umanit\u00e0, sui rischi di una\u00a0guerra nucleare, condizione unica per un effettivo disarmo nucleare, \u00e8 il minimo,\u00a0essenziale, comune denominatore, e i 135 mila medici di 41 paesi del nord, del sud,\u00a0dell&#8217;ovest e dell&#8217;est che si battono per prevenire la guerra nucleare assicurando in tal\u00a0modo un decisivo, irrinunciabile intervento di prevenzione a difesa della salute\u00a0dell&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;unico intervento medico possibile in una guerra nucleare, non \u00e8 dopo,\u00a0ma prima, e consiste nella sua prevenzione.\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Ci siamo recati ad Oslo in due dall&#8217;Italia,\u00a0io ed il professor Alberto Malliani di Milano, per portare la testimonianza della\u00a0sezione italiana dell&#8217;IPPNW, International Physicians for the Prevention of Nuclear\u00a0War.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Pi\u00f9 di quarant&#8217;anni fa i fisici del progetto Manhattan lavoravano negli Stati Uniti\u00a0attorno ad un&#8217;idea: la liberazione di immense energie, intervenendo a modificare\u00a0l&#8217;organizzazione della materia, attraverso la fissione dei nuclei di atomi di elementi\u00a0radioattivi, in una reazione a catena. Nacquero in questo modo le bombe di\u00a0Hiroshima e Nagasaki. Pochi anni pi\u00f9 tardi quei pochi, tra loro, che vollero andare\u00a0avanti nella ricerca, scoprirono il modo di liberare energie ancora pi\u00f9 grandi\u00a0attraverso la fusione di nuclei di isotopi dell&#8217;idrogeno. Nacque cos\u00ec la bomba\u00a0all&#8217;idrogeno termonucleare. La fissione e la fusione sono all&#8217;origine della nostra era:\u00a0l&#8217;era termonucleare.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Analogamente a quanto fecero i fisici allora, oggi medici di tutto il mondo lavorano\u00a0all&#8217;innesco di una reazione a catena, ma questa volta di pace e di disarmo, che\u00a0colpisca nel profondo e modifichi il modo di pensare della gente, di ogni latitudine e\u00a0di ogni sistema politico. Cos\u00ec come la fusione nucleare, inoltre, ha reso possibile la\u00a0realizzazione di bombe ancora pi\u00f9 potenti, attraverso la liberazione di quantit\u00e0\u00a0ancora pi\u00f9 grandi di energia in tempi minori, unificando elementi diversi,\u00a0analogamente i medici per la prevenzione della guerra nucleare si propongono di\u00a0fondere in un unico sforzo realt\u00e0 umane e sociali profondamente diverse, spesso\u00a0opposte, allo scopo di rendere possibile una esplosione planetaria, la pi\u00f9 grande\u00a0possibile, di pace e di disarmo nucleare generale, reciproco e controllato.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Lavoriamo a questo progetto da cinque anni, e abbiamo ottenuto uno straordinario\u00a0riconoscimento: il Premio Nobel per la Pace 1985. Ci siamo recati ad Oslo da\u00a0ciascuna delle quarantuno nazioni ufficialmente rappresentate nell&#8217;IPPNW,\u00a0International Physicians for the Prevention of Nuclear War (Internazionale Medici\u00a0per la Prevenzione della Guerra Nucleare), ed il 10 dicembre ci \u00e8 stato consegnato il\u00a0Premio Nobel per la Pace. Il premio per noi non \u00e8 un punto di arrivo: continueremo a\u00a0lavorare, e con sempre maggiore impegno, proponendoci di giungere a contattare\u00a0qualsiasi categoria medica nazionale, qualsiasi popolo, qualsiasi dirigente del globo\u00a0e, nelle rispettive nostre realt\u00e0 nazionali, qualsiasi collega ed operatore sanitario,\u00a0qualsiasi cittadino, qualsiasi operatore della comunicazione di massa, qualsiasi\u00a0dirigente politico e militare, di ogni pensiero professionale, politico, ideale,\u00a0religioso.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Tutti sanno tuttavia che il conseguimento del Premio Nobel per la Pace all&#8217;IPPNW\u00a0ha innescato profonde critiche nei confronti di alcuni colleghi sovietici, tra cui il\u00a0professor Eugeny Chazov (coPresidente mondiale dell&#8217;IPPNW, insieme al professor\u00a0Bernard Lown, americano) a causa della posizione da questi assunta in patria contro\u00a0un suo connazionale dissidente, il fisico nucleare professor Andrei Sakharov. Di\u00a0fronte a tutto questo, l&#8217;IPPNW ha ribadito che non \u00e8 suo compito, per statuto,\u00a0prendere posizione sulle politiche di qualunque governo, e ci\u00f2 per evitare ostacoli\u00a0alla prevenzione della guerra nucleare.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Per capire il senso di questa posizione basta riandare alla conclusione del discorso\u00a0tenuto il 10 dicembre ad Oslo da Egil Aarvik, Presidente del Comitato Nobel\u00a0norvegese, in occasione della consegna del Premio Nobel per la Pace 1985\u00a0all&#8217;IPPNW: &#8220;&#8230;il Premio di quest&#8217;anno \u00e8 pi\u00f9 connesso al problema del disarmo, ma \u00e8\u00a0anche connesso a un livello pi\u00f9 profondo con i diritti umani, e al diritto umano forse\u00a0pi\u00f9 importante e fondamentale di tutti gli altri: il diritto alla vita. Il diritto ad una vita\u00a0e ad un futuro per noi tutti, per i nostri figli e per i nostri nipoti&#8230;\u00e8 alla luce di questo\u00a0diritto fondamentale dell&#8217;uomo che l&#8217;organizzazione International Physicians for the\u00a0Prevention of Nuclear War ha scelto il suo corso. Ed ora riceve il Premio per la Pace\u00a0come riconoscimento di un lavoro costruttivo svolto per la causa della pace. Ma il\u00a0premio esprime anche una speranza, una speranza per il progressivo avanzamento di\u00a0un nuovo modo di pensare, cosicch\u00e8 possano essere costruiti ponti sulle divisioni che\u00a0rappresentano la nostra paura del futuro&#8221;.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Qualcuno ha soffermato l&#8217;attenzione sul fatto che alla cerimonia per la consegna del\u00a0premio mancavano l&#8217;ambasciatore inglese, tedesco federale ed americano. Nel corso\u00a0di un cordiale e lungo incontro che abbiamo avuto presso l&#8217;Ambasciata Italiana ad\u00a0Oslo, il nostro Ambasciatore, Giuseppe Scaglia, ha assicurato alla delegazione\u00a0italiana al Premio che le assenze, singolarmente motivate, non avevano significato\u00a0politico, ribadendo la presenza degli incaricati dei governi inglese, tedesco federale\u00a0ed americano, e la mancanza da parte di tutti i governi dei Paesi della NATO di\u00a0qualsiasi ostilit\u00e0 nei confronti dell&#8217;IPPNW, stabilito che certe valutazioni fatte, e\u00a0riguardanti i singoli non coinvolgevano l&#8217;organizzazione.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: 'courier new', monospace;\">Chiarite queste cose ad Oslo, non rimane che farlo anche in Italia, dove tutti\u00a0dobbiamo lavorare, medici e non, per fare pi\u00f9 forte la sezione nazionale dell&#8217;IPPNW,\u00a0l&#8217;AIMPGN, Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra\u00a0Nucleare.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<blockquote>\n<div style=\"text-align: right;\"><em>di MICHELE DI PAOLANTONIO<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"><em>Medico \u00adchirurgo, specialista in Igiene e medicina preventiva;<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: right;\"><em>delegato italiano al Premio Nobel per la Pace 1985<\/em><\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(da &#8220;Paese Sera&#8221; del 3 gennaio 1986, pagina 5) Sul TIME del 2 dicembre scorso, nell&#8217;indifferenza generale, \u00e8 stata pubblicata una\u00a0notizia: nell&#8217;agenda di lavoro concordata a Ginevra per il futuro tra i grandi Reagan e\u00a0Gorbaciov, c&#8217;\u00e8 lo studio per istituire un &#8220;centro per il controllo di crisi&#8221;, diretto\u00a0insieme da sovietici ed americani, che dovrebbe evitare &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=243\" class=\"read-more\">Leggi altro<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;C&#8217;\u00e8 un progetto per fare esplodere la pace&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/243"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=243"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/243\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":377,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/243\/revisions\/377"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}