{"id":2543,"date":"2022-05-28T09:37:52","date_gmt":"2022-05-28T07:37:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=2543"},"modified":"2022-05-28T10:09:54","modified_gmt":"2022-05-28T08:09:54","slug":"impianti-nucleari-civili-in-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=2543","title":{"rendered":"Impianti nucleari civili in guerra. Norme internazionali e situazione in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>E\u2019 un\u2019analisi completa<\/strong>, scientifica e normativa l\u2019importante lavoro che il prof. <b>Alessandro Pascolini<\/b> ha realizzato e che approfondisce e scavalca quanto nei <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">media<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> \u00e8 stata solo cronaca veloce ed emotiva. Nel saggio vengono approfondite &#8211; in modo razionale e scientifico &#8211; criticit\u00e0 e conseguenze che le centrali di <\/span><b>Chernobyl<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><b>Zaporizhzhya<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> hanno subito come conseguenze degli attacchi dell\u2019esercito russo sul territorio dell&#8217;<strong>Ucraina<\/strong> a partire dal 24 febbraio scorso; e inoltre mettendole a confronto con vari<\/span> precedenti<span style=\"font-weight: 400;\"> eventi concentrati principalmente durante passati conflitti medio-orientali, in un <em>flash<\/em> storico certamente significativo e interessante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di seguito alcuni estratti del lavoro. Il documento completo \u00e8 disponibile a un link in fondo alla pagina.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400;\">La situazione attuale a Chernobyl<\/span><\/h2>\n<blockquote>\n<figure id=\"attachment_2547\" aria-describedby=\"caption-attachment-2547\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2547 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/766px-Chernobyl_nuclear_plant2-300x282.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/766px-Chernobyl_nuclear_plant2-300x282.jpg 300w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/766px-Chernobyl_nuclear_plant2-150x141.jpg 150w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/766px-Chernobyl_nuclear_plant2.jpg 766w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2547\" class=\"wp-caption-text\">Sarcofago del reattore n\u00b0 4 della centrale nucleare di \u010cernobyl&#8217; nell&#8217;agosto 2013 (Tiia Monto, CC BY-SA 3.0)<\/figcaption><\/figure>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cll sito \u00e8 stato occupato dalle forze russe dal 24 febbraio fino al 31 marzo. Il sito si trova sulla direttiva di invasione settentrionale verso Kiev e fungeva da utile punto di accampamento per le truppe russe in preparazione all&#8217;attacco alla capitale ucraina, e poteva essere un rifugio sicuro dai contrattacchi a causa dell&#8217;enorme quantit\u00e0 di materiale radioattivo ancora presente nella Zona di esclusione di Chernobyl. La Russia ha motivato l&#8217;occupazione al Direttore generale della IAEA &#8220;per impedire atti deliberati di sabotaggio&#8221;.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Il personale ucraino ha continuato a gestire le operazioni quotidiane delle varie strutture, ma per quasi quattro settimane non ha potuto ruotare e tornare alle proprie case. Attualmente la turnazione del personale avviene regolarmente secondo i piani.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Le comunicazioni del sito con l&#8217;esterno, in particolare con lo SNRIU e la IAEA, durante l&#8217;occupazione sono state interrotte e informazioni sulla situazione si sono avute in modo occasionale e informale. L&#8217;Ucraina ha ora gradualmente ripristinato il normale controllo della sicurezza nucleare e radioattiva. Tuttavia, la situazione generale nella zona rimane difficile a causa dei ponti distrutti e delle attivit\u00e0 di sminamento.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2><span style=\"font-weight: 400;\">La situazione a Zaporizhzhya<\/span><\/h2>\n<blockquote>\n<figure id=\"attachment_2542\" aria-describedby=\"caption-attachment-2542\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2542 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-300x217.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-300x217.jpeg 300w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-800x578.jpeg 800w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-150x108.jpeg 150w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-768x555.jpeg 768w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja.jpeg 997w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2542\" class=\"wp-caption-text\">Centrale nucleare a Zaporizhzhya (Di Ralf1969 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0)<\/figcaption><\/figure>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cNel progresso dell&#8217;occupazione dei territori orientali dell&#8217;Ucraina, il 4 marzo forze russe hanno raggiunto il sito della centrale, e vi hanno imposto il controllo militare. Nelle operazioni militari, il centro di formazione della struttura \u2014 situato a poche centinaia di metri dalle unit\u00e0 del reattore \u2014 venne colpito da un proiettile generando un incendio localizzato; hanno subito danni anche gli edifici del laboratorio e di una struttura amministrativa, nonch\u00e9 il trasformatore del reattore 6, riparato alcuni giorni dopo. In quel momento l&#8217;Unit\u00e0 1 era spenta per manutenzione, le Unit\u00e0 2 e 3 erano in spegnimento controllato, l&#8217;Unit\u00e0 4 funzionava al 60% di potenza e le Unit\u00e0 5 e 6 erano tenute &#8220;in riserva\u201d in modalit\u00e0 bassa potenza.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;Ucraina ha assicurato la IAEA sull&#8217;integrit\u00e0 fisica dei sei reattori dell&#8217;impianto e dei sistemi di sicurezza; la centrale nucleare ha continuato a essere gestita dal suo personale regolare, i sistemi di monitoraggio delle radiazioni nel sito sono rimasti pienamente funzionanti e non c&#8217;\u00e8 stato alcun rilascio di materiale radioattivo. Le piscine del combustibile esausto hanno funzionato normalmente e anche la struttura di stoccaggio a secco non ha subito alcun danno. Attualmente (26 maggio) le unit\u00e0 1, 2 e 4 lavorano a piena potenza e le altre 3 sono sconnesse dalla rete.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><b>L&#8217;Ucraina<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> ha una vasta esperienza nei vari aspetti della tecnologia nucleare civile; opera 4 impianti elettronucleari con 15 reattori localizzati in 2 centrali in <\/span><b>Volinia<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e 2 nell&#8217;Ucraina meridionale. Altri due nuovi reattori sono in costruzione a <\/span><b>Khmelnytskyy<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quanto ai rischi di contaminazione nucleare &#8211; il ricordo dell\u2019incidente di Chernobyl del 1986 contribuisce a provocare i timori &#8211; ecco quanto specifica:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cVa osservato che questi reattori sono estremamente pi\u00f9 sicuri dei reattori RBMK attivi a suo tempo a Chernobyl; i loro edifici in cemento rafforzato sono in grado di sopportare anche proiettili e testate di alta potenza, che non siano specifici per penetrazioni anti-bunker; anche la rottura dell&#8217;edificio non pu\u00f2 portare a danneggiare il nocciolo del reattore, racchiuso in un contenitore a pressione di acciaio inossidabile incorporato in cemento.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Il maggior pericolo pu\u00f2 venire dall&#8217;auto-distruzione del reattore dovuta all&#8217;interruzione del raffreddamento (come \u00e8 successo a Fukushima), a seguito della distruzione dell&#8217;impianto refrigerante o della mancata alimentazione delle pompe. Va ricordato che allo spegnimento i reattori conservano una potenza residua, che raggiunge tipicamente il 6% di quella d\u2019esercizio (quasi 200 MW per impianti di 1 GWe), per ridursi nel giro di qualche giorno ai valori minimi della configurazione di \u201cspegnimento freddo\u201d, solo se la refrigerazione continua regolarmente.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Un capitolo fondamentale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> del lavoro del prof. Pascolini si sofferma sulla <\/span><b>normativa internazionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> relativa ai conflitti armati, e riguardando in particolare la presenza di reattori nucleari civili. Ecco un estratto:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cI principi cardinali del diritto umanitario internazionale sono quelli di distinzione e di proporzionalit\u00e0; in base al primo, chi lancia un attacco deve prendere tutte le possibili precauzioni per assicurarsi che gli obiettivi attaccati non siano n\u00e9 persone n\u00e9 oggetti civili, in modo da risparmiare il pi\u00f9 possibile queste ultime due categorie. Una volta poi accertato il carattere militare del bersaglio, il principio di proporzionalit\u00e0 richiede che si dovr\u00e0 considerare se le morti, i danni a civili o loro oggetti, che ci si aspetta come danno collaterale, risultino eccessivi, e quindi sproporzionati, rispetto al previsto vantaggio militare concreto e diretto.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Oltre alla protezione della popolazione e dei suoi beni, ci sono nel diritto umanitario internazionale specifici gruppi e oggetti che beneficiano di una protezione speciale a causa della loro importanza o del loro potenziale pericolo. Questo vale per i beni culturali, edifici di culto, strutture e personale medico, ma anche appunto per le centrali nucleari.<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Iniziatore di quest&#8217;ultima protezione \u00e8 stato il Comitato internazionale della croce rossa (ICRC), che nel 1956 introdusse nella bozza delle &#8220;regole per limitare i danni alla popolazione civile in tempo di guerra&#8221; un articolo per la protezione speciale di installazioni &#8220;contenenti forze pericolose&#8221;, inizialmente dighe e sbarramenti idraulici, esteso a includere impianti elettronucleari. Dopo lunghe discussioni, l&#8217;8 giugno 1977 la Conferenza diplomatica ad hoc giunse ad approvare per consenso unanime i protocolli addizionali I e II alle Convenzioni di Ginevra del 18 agosto 1949, che includono la protezione di impianti nucleari.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><b>Le norme del diritto internazionale <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">in caso di conflitto hanno purtroppo un impatto marginale nella realt\u00e0 degli eventi bellici, e la situazione in Ucraina non fa eccezione.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<blockquote>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cIl 2 marzo 2022, in una riunione del Consiglio dei governatori della AIEA, il Direttore Generale ha delineato sette pilastri indispensabili per garantire la sicurezza nucleare nella presente situazione in Ucraina:<\/span><\/i><\/p>\n<ol>\n<li><i><span style=\"font-weight: 400;\"> L&#8217;integrit\u00e0 fisica degli impianti \u2014 che si tratti di reattori, bacini di combustibile o depositi di rifiuti radioattivi \u2014 deve essere mantenuta;<\/span><\/i><\/li>\n<li><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Tutti i sistemi e le apparecchiature di sicurezza e protezione devono essere sempre perfettamente funzionanti;<\/span><\/i><\/li>\n<li><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Il personale operativo deve essere in grado di adempiere ai propri doveri di sicurezza e protezione e avere la capacit\u00e0 di prendere decisioni libere da pressioni indebite;<\/span><\/i><\/li>\n<li><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Deve esserci un&#8217;alimentazione elettrica sicura dalla rete esterna per tutti i siti nucleari;<\/span><\/i><\/li>\n<li><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Devono esserci catene logistiche di approvvigionamento e trasporti ininterrotti da e per i siti;<\/span><\/i><\/li>\n<li><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Devono esserci efficaci sistemi di monitoraggio delle radiazioni in loco e fuori sede e misure di preparazione e risposta alle emergenze;<\/span><\/i><\/li>\n<li><i><span style=\"font-weight: 400;\"> Devono esserci comunicazioni affidabili con l&#8217;autorit\u00e0 di regolamentazione e altri soggetti.\u201d<\/span><\/i><\/li>\n<\/ol>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cVenendo alla presente situazione in Ucraina, gli attacchi a Kharkiv e Zaporizhzhya, le interruzioni delle comunicazioni, delle connessioni elettriche e il trattamento del personale a Chernobyl e Zaporizhzhya violano vari dei 7 pilastri di sicurezza decisi dal Consiglio dei governatori della IAEA. Il caso pi\u00f9 grave \u00e8 chiaramente l&#8217;attacco armato alla centrale di Zaporizhzhya, che appare un&#8217;esplicita violazione del Protocollo I e della Norma 42, oltre alle stesse regole militari della Russia.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><b>E\u2019 comunque<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> in un certo senso \u201crassicurante\u201d &#8211; nell\u2019attuale specifica situazione degli impianti nucleari in Ucraina &#8211; la conclusione che descrive:<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cFortunatamente il coinvolgimento delle strutture nucleari non ha prodotto finora vittime o contaminazione radioattiva e quindi appare un danno marginale in una guerra sempre pi\u00f9 cruenta, indiscriminata e distruttiva, che presenta gravi violazioni del diritto umanitario e la distruzione di importanti beni culturali, luoghi di culto, ospedali e scuole. Tuttavia le installazioni nucleari racchiudono &#8220;forze pericolose&#8221; di tale natura che richiedono un&#8217;attenzione particolare e continua, specie un una guerra che sembra non dare adito a speranze di una risoluzione entro breve tempo.\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3><span style=\"font-weight: 400;\">Acronimi e Note:<\/span><\/h3>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>IAEA<\/strong>: Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>SNRIU<\/strong>: Ispettorato statale ucraino per la regolamentazione nucleare<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>ICRC<\/strong>: Comitato internazionale della Croce Rossa<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019articolo \u00e8 stato pubblicato anche nel sito della <\/span><\/i><a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/impianti-nucleari-civili-guerra-norme\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">rivista online dell\u2019Universit\u00e0 di Padova<\/span><\/i><\/a><i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/i><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: left;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Impianti-nucleari-civili-in-guerra.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Impianti nucleari civili in guerra<\/a><\/strong><i><span style=\"font-weight: 400;\"> &#8211; Qua il testo completo: una sua lettura integrale aggiunger\u00e0 ulteriori dettagli.<\/span><\/i><\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: center;\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Alessandro Pascolini \u00e8 uno studioso senior dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, gi\u00e0 docente di fisica teorica e di scienze per la pace, ed \u00e8 vice-direttore del Master in comunicazione delle scienze. Si occupa di fisica nucleare, controllo degli armamenti e divulgazione scientifica. Dal 1988 al 2002 \u00e8 stato responsabile delle attivit\u00e0 di promozione della cultura scientifica dell\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, producendo una sessantina di mostre in Italia e all\u2019estero e predisponendo testi e materiali audiovisivi, cinematografici e multimediali. La Societ\u00e0 Europea di Fisica gli ha conferito il premio 2004 per la divulgazione scientifica. \u00c8 vicepresidente dell\u2019ISODARCO e partecipa alle Pugwash Conferences on Science and World Affairs.<\/span><\/i><\/p>\n<hr \/>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 un\u2019analisi completa, scientifica e normativa l\u2019importante lavoro che il prof. Alessandro Pascolini ha realizzato e che approfondisce e scavalca quanto nei media \u00e8 stata solo cronaca veloce ed emotiva. Nel saggio vengono approfondite &#8211; in modo razionale e scientifico &#8211; criticit\u00e0 e conseguenze che le centrali di Chernobyl e Zaporizhzhya hanno subito come conseguenze &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=2543\" class=\"read-more\">Leggi altro<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Impianti nucleari civili in guerra. Norme internazionali e situazione in Ucraina&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2547,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2543"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2543"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2570,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2543\/revisions\/2570"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}