{"id":2777,"date":"2023-06-14T10:50:50","date_gmt":"2023-06-14T08:50:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=2777"},"modified":"2023-06-14T11:18:13","modified_gmt":"2023-06-14T09:18:13","slug":"un-momento-critico-per-limpianto-nucleare-di-zaporizhzhya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=2777","title":{"rendered":"Un momento critico per l&#8217;impianto nucleare di Zaporizhzhya"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Riportiamo il testo di un attualissimo articolo del prof. Alessandro Pascolini riguardante i rischi e le criticit\u00e0 che investono la centrale nucleare di Zaporizhzhya, anche alla luce del recente<span style=\"font-size: 15px; background-color: inherit;\"> danneggiamento della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka.<\/span><\/em><\/p><\/blockquote>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<hr \/>\n<figure id=\"attachment_2542\" aria-describedby=\"caption-attachment-2542\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2542 size-medium\" src=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-300x217.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-300x217.jpeg 300w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-800x578.jpeg 800w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-150x108.jpeg 150w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja-768x555.jpeg 768w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/997px-Kernkraftwerk_Saporischschja.jpeg 997w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2542\" class=\"wp-caption-text\">Centrale nucleare a Zaporizhzhya (Di Ralf1969 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0)<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;impianto nucleare ucraino di Zaporizhzhya (ZNPP) torna al centro dell&#8217;attenzione a seguito del danneggiamento della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka (KHPP) sul fiume Dnipro (Dnepr, anche Nipro o Boristene in italiano) nell&#8217;area di Nova Kakhovka, circa 55 km a nord-est della citt\u00e0 di Kherson e un centinaio di km a valle appunto della ZNPP, che utilizza proprio il bacino generato dalla diga per la refrigerazione dei reattori e come pozzo di calore.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la ZNPP era gi\u00e0 da causa di preoccupata attenzione da parte dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (IAEA), il cui direttore Rafael Mariano Grossi ha ritenuto necessario presentare al Consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU lo scorso 30 maggio un rapporto sullo stato della centrale e i suoi gravi rischi di sicurezza.<\/p>\n<p>Ricordiamo (<a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/impianti-nucleari-civili-guerra-norme\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/impianti-nucleari-civili-guerra-norme<\/a>) che la centrale \u00e8 il maggiore complesso elettronucleare d&#8217;Europa con 6 reattori di tipo VVER- 1000\/320 di costruzione russa per una potenza totale di 5700 MW. Il 4 marzo 2022 forze russe hanno occupato il sito della ZNPP e dal successivo 12 marzo l&#8217;azienda statale russa per l&#8217;energia atomica Rosatom ne ha preso pieno controllo operativo, mantenendo il personale ucraino in condizione subordinata per la gestione ordinaria.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo disastro<\/strong><\/p>\n<p>Il fiume Dnipro costituisce localmente il confine fra il territorio occupato dalla Russia in seguito alla sua invasione del febbraio 2022 e la zona liberata dalle forze ucraine; la centrale KHPP con la diga, lunga un paio di km, \u00e8 sotto controllo russo dalla primavera dello scorso anno. Fonti russe e ucraine hanno iniziato a riferire di forti rumori, simili a esplosioni, provenienti dalla centrale KHPP verso le due (ora locale) del 6 giugno, seguiti da segnalazioni di impetuosi scrosci d&#8217;acqua dall&#8217;invaso.<\/p>\n<p>Una falla di circa 200 m della diga sta causando una massiccia inondazione del delta del fiume e delle sue zone umide fino agli insediamenti sulla costa nell&#8217;oblast di Kherson, sia nella zona ucraina sulla riva destra del fiume, che sulla riva sinistra occupata dalle forze russe.<\/p>\n<p>Ci sono contrastanti analisi dell&#8217;impatto sulle operazioni e i piani militari della situazione creatasi con la profonda alterazione del teatro geografico; quello che \u00e8 certo \u00e8 che decine di migliaia di persone sono costrette a evacuare un centinaio di centri abitati, in un ulteriore disastro umanitario e ambientale.<\/p>\n<p>Ucraina e Russia si scambiano la responsabilit\u00e0 del disastro, che appare irrecuperabile. Funzionari ucraini hanno dichiarato che la Russia ha intenzionalmente distrutto la diga per impedire controffensive nella zona e hanno suggerito che le forze armate russe non si erano preparate per la conseguente inondazione. Secondo l&#8217;intelligence militare ucraina, le forze russe avevano minato la diga poco dopo la sua cattura, e piazzato ulteriori mine sulle chiuse e sui supporti della diga nell&#8217;aprile 2022.<\/p>\n<p>I funzionari russi hanno accusato le forze ucraine di aver distrutto la centrale con un&#8217;azione di sabotaggio per bloccare il rifornimento di acqua dolce alla Crimea e di diffondere false accuse alla Russia per coprire il fallimento dei loro ultimi attacchi.<\/p>\n<p>Ricordo che in base ai Protocolli addizionali I e II alle Convenzioni di Ginevra del 18 agosto 1949, approvati l&#8217;8 giugno 1977, attacchi alle dighe costituiscono una violazione del diritto umanitario; l&#8217;articolo 56 del Protocollo I afferma: Le opere o installazioni che racchiudono forze pericolose, cio\u00e8 le dighe di protezione o di ritenuta e le centrali nucleari per la produzione di energia elettrica, non saranno oggetto di attacchi, anche se costituiscono obiettivi militari, se tali attacchi possono provocare la liberazione di dette forze e causare, di conseguenza, gravi perdite alla popolazione civile. Sia l&#8217;Ucraina che la Russia sono parte dei Protocolli e la Russia li ha anche incorporati nel suo manuale militare del 1990 e nelle &#8220;regole per l&#8217;applicazione della legislazione internazionale umanitaria&#8221; del 2001.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2791\" aria-describedby=\"caption-attachment-2791\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2791\" src=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/640px-\u0413\u0440\u0435\u0431\u043b\u044f_\u0456_\u041a\u0430\u0445\u043e\u0432\u0441\u044c\u043a\u0430_\u0413\u0415\u0421_08-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/640px-\u0413\u0440\u0435\u0431\u043b\u044f_\u0456_\u041a\u0430\u0445\u043e\u0432\u0441\u044c\u043a\u0430_\u0413\u0415\u0421_08-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/640px-\u0413\u0440\u0435\u0431\u043b\u044f_\u0456_\u041a\u0430\u0445\u043e\u0432\u0441\u044c\u043a\u0430_\u0413\u0415\u0421_08-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/640px-\u0413\u0440\u0435\u0431\u043b\u044f_\u0456_\u041a\u0430\u0445\u043e\u0432\u0441\u044c\u043a\u0430_\u0413\u0415\u0421_08.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2791\" class=\"wp-caption-text\">La diga di Krakhovka<\/figcaption><\/figure>\n<p>La diga era gi\u00e0 stata danneggiata in due precedenti incidenti: un possibile attacco ucraino a fine ottobre\/inizio novembre e una probabile carica esplosiva russa che ha fatto saltare in aria parte della carreggiata sopra la diga l&#8217;11 novembre. Poi le cose sono peggiorate e la strada, che passa sopra la diga, \u00e8 stata spazzata via tra il 2 e il 3 giugno, segnalando problemi strutturali dell&#8217;impianto.<\/p>\n<p>Esperti avevano segnalato in precedenza che la diga era in stato di abbandono, e che le forze russe che occupano la struttura non provvedevano alla necessaria manutenzione. Non va esclusa quindi la possibilit\u00e0 di un cedimento strutturale non intenzionale, causato dall&#8217;incuria, tenendo anche conto che il livello dell&#8217;acqua del bacino di Kakhovka, dopo aver toccato a gennaio-febbraio un minimo eccezionale (14 m, nel sistema di riferimento al Baltico), a maggio ha raggiunto il massimo degli ultimi 30 anni (oltre 17,5 m), portandolo a una capacit\u00e0 di stoccaggio superiore a quella progettata.<\/p>\n<p><strong>Impatto sulla centrale nucleare<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica ha dichiarato che l&#8217;evento non dovrebbe comportare rischi immediati per la sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Alle 6 di mattina del giorno 7 il livello dell&#8217;acqua dell&#8217;invaso era calato di 2,8 metri rispetto a prima dell&#8217;incidente, raggiungendo la quota di 14,06 m.<\/p>\n<p>&#8220;Se il livello scende sotto i 12,7 metri, la ZNPP non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di prelevare acqua dal bacino. Poich\u00e9 l&#8217;entit\u00e0 dei danni alla diga \u00e8 ancora sconosciuta, non \u00e8 possibile prevedere se e quando ci\u00f2 potrebbe accadere. Tuttavia, se l&#8217;attuale tasso di calo (5 cm per ora) dovesse continuare, il livello di 12,7 metri potrebbe essere raggiunto entro i prossimi due giorni. Per prepararsi a questa eventualit\u00e0, la ZNPP sta continuamente rifornendo le proprie riserve idriche \u2013 tra cui il grande bacino di raffreddamento vicino all&#8217;impianto (sopraelevato rispetto al fiume) e i piccoli bacini di raffreddamento a pioggia con i canali adiacenti \u2013 utilizzando appieno l&#8217;acqua dell&#8217;invaso di Kakhovka finch\u00e9 ancora possibile.&#8221; L&#8217;impianto \u00e8 inoltre dotato di speciali prese d&#8217;acqua fluttuanti che consentono alla struttura di prelevare acqua quando il serbatoio \u00e8 a livelli bassi.<\/p>\n<p>Quando saranno piene, queste riserve d&#8217;acqua saranno sufficienti a fornire all&#8217;impianto l&#8217;acqua necessaria per raffreddare i sei reattori e il combustibile esausto per diversi mesi. In ogni caso il personale della IAEA presso la centrale sta monitorando attentamente l&#8217;evolversi della situazione.<\/p>\n<p>I sei reattori della ZNPP dal settembre 2022 non sono operativi, cinque sono in modalit\u00e0 di arresto freddo e un&#8217;unit\u00e0 rimane in arresto caldo (a temperatura e pressione elevate) per produrre vapore per operazioni necessarie sul sito, come il trattamento dei rifiuti radioattivi liquidi che vengono raccolti dai sei reattori.<\/p>\n<p>Ricordiamo che anche durante lo stato di arresto i reattori hanno ancora bisogno di raffreddamento continuo per disperdere il calore prodotto dal materiale radioattivo, al fine di evitare la fusione del combustibile e un possibile rilascio di sostanze radioattive. Vanno inoltre continuamente raffreddate le piscine che contengono il materiale esausto e i generatori elettrici diesel di emergenza, qualora in funzione. Sul sito ci sono pi\u00f9 di 3300 barre di combustibile esausto immagazzinate a freddo e quasi 2000 nelle piscine &#8220;a caldo&#8221;, per un totale di 2200 t di materiale radioattivo.<\/p>\n<p><strong>Gli &#8220;altri&#8221; problemi della centrale<\/strong><\/p>\n<p>Nel suo intervento al Consiglio di sicurezza il direttore Grossi ha presentato le condizioni necessarie per garantire la sicurezza e la protezione della centrale ZNPP a prevenire un disastro nucleare calamitoso per l&#8217;Ucraina, la Russia e altri paesi. Il rischio nucleare e radiologico deriva da tre principali problemi: l&#8217;insicura disponibilit\u00e0 di energia elettrica, la drastica diminuzione di personale e il coinvolgimento del sito in operazioni militari.<\/p>\n<p>La centrale da mesi non produce energia, ma ne richiede per il corretto funzionamento e soprattutto per far funzionare le pompe di raffreddamento che impediscono la fusione del nocciolo nucleare dei reattori e disperdono il calore del combustibile esausto.<\/p>\n<p>Delle quattro linee elettriche ad alta tensione (750 kV) che collegano la centrale nucleare alla rete due furono danneggiate nei primi giorni del controllo russo e da molti mesi l&#8217;impianto ha perso anche una terza linea; da marzo non \u00e8 disponibile neppure la linea a 330 kV che collega la ZNPP alla vicina centrale elettrotermica ZTPP, sotto pieno controllo russo; pertanto la centrale pu\u00f2 contare su una sola linea elettrica, con una critica riduzione della sicurezza in profondit\u00e0 della struttura.<\/p>\n<p>L&#8217;impianto \u00e8 dotato di 20 generatori diesel d&#8217;emergenza, in grado di fornire per qualche tempo la potenza necessaria nei casi di interruzione dell&#8217;alimentazione esterna, e di fatto hanno dovuto venir impiegati in sette occasioni dall&#8217;invasione russa a seguito di bombardamenti delle linee.<\/p>\n<p>Il personale ucraino ha continuato a operare la centrale regolarmente anche sotto il controllo militare russo e la direzione della Rosatom, ma la situazione ha avuto un impatto negativo sul morale e la serenit\u00e0 del personale e il suo senso di sicurezza. Comunque il numero degli addetti \u00e8 drasticamente diminuito e degli 11 mila inizialmente presenti sono rimasti circa 3500, sufficienti alla gestione attuale con i reattori in stato di arresto; tuttavia \u00e8 venuto a mancare il personale pi\u00f9 qualificato e vi \u00e8 un deficit di competenze per gli interventi di mantenimento e riparazioni e di esperti per i controlli di sicurezza.<\/p>\n<p>L&#8217;impianto nucleare di Zaporizhzhya si trova a Enerhodar, all&#8217;estremo limite della zona occupata dalla Russia e solo il Dnipro separa localmente le forze combattenti col suo letto di circa 5 km; la ZNPP potrebbe venirsi a trovare in prima linea nelle prossime operazioni militari, con i conseguenti gravissimi rischi.<\/p>\n<p>Ci sono stati attacchi di artiglieria nei suoi pressi e una viva attivit\u00e0 di guerriglia ucraina nella zona circostante. Nel corso del mese di maggio le autorit\u00e0 che controllano de-facto la regione sotto controllo russo hanno annunciato l&#8217;evacuazione di centinaia di civili da Enerhodar, indicando un&#8217;escalation dell&#8217;attivit\u00e0 militare nella zona.<\/p>\n<p>L&#8217;oblast di Zaporizhzhya \u00e8 uno dei principali terreni di scontro dei due eserciti: le forze russe sono riuscite a occupare solo circa i 2\/3 meridionali della regione, che \u00e8 stata tuttavia formalmente incorporata nella Federazione russa il 30 settembre 2022, e quindi si trovano nella necessit\u00e0 di completarne l&#8217;acquisizione; di contro, uno degli obiettivi dell&#8217;annunciata contro-offensiva ucraina riguarda la liberazione dell&#8217;intero oblast fino al mar d&#8217;Azov, in modo da interrompere il collegamento via terra della Russia con la Crimea.<\/p>\n<p>Data la gravit\u00e0 della situazione, il direttore della IAEA a seguito di intense consultazioni con i vertici dell&#8217;Ucraina e della Russia, ha &#8220;individuato cinque principi concreti per contribuire a garantire la sicurezza nucleare della centrale di ZNPP, al fine di prevenire un incidente nucleare e assicurare l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;impianto:<\/p>\n<ol>\n<li>Non ci dovrebbero essere attacchi di alcun tipo da o contro l&#8217;impianto, in particolare contro i reattori, lo stoccaggio del combustibile esaurito, altre infrastrutture critiche o il personale;<\/li>\n<li>La centrale nucleare di ZNPP non dovrebbe essere utilizzata come deposito o base per armi pesanti (ad esempio lanciarazzi multipli, sistemi e munizioni di artiglieria e carri armati) o per personale militare impiegabile per un attacco dall&#8217;impianto;<\/li>\n<li>L&#8217;alimentazione dell&#8217;impianto con fornitura di potenza esterna non dovrebbe essere messa a rischio. A tal fine, occorre fare il possibile per garantire che l&#8217;energia elettrica rimanga sempre disponibile e sicura;<\/li>\n<li>Tutte le strutture, i sistemi e i componenti essenziali per il funzionamento sicuro della centrale nucleare di ZNPP devono essere protetti da attacchi o atti di sabotaggio;<\/li>\n<li>Nessuna azione deve essere intrapresa per compromettere la sicurezza dell&#8217;impianto.&#8221;<\/li>\n<\/ol>\n<p>Queste condizioni appaiono pi\u00f9 che ragionevoli e nell&#8217;interesse comune; una loro concordata implementazione da parte russa e ucraina pu\u00f2 accendere un barlume di speranza per l&#8217;inizio di contatti dei responsabili dei due paesi su problemi vitali comuni, come appunto la sicurezza nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Alessandro Pascolini &#8211; <\/em><em>Padova 8 giugno 2023<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo il testo di un attualissimo articolo del prof. 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