{"id":3043,"date":"2024-02-05T10:07:55","date_gmt":"2024-02-05T09:07:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=3043"},"modified":"2024-02-05T14:59:10","modified_gmt":"2024-02-05T13:59:10","slug":"le-armi-ipersoniche-tra-mito-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/?p=3043","title":{"rendered":"Le armi ipersoniche? Tra mito e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p><em>Dal professor Alessandro Pascolini (Universit\u00e0 di Padova) questo lungo e dettagliato report sulle caratteristiche e l&#8217;effettiva capacit\u00e0 delle armi ipersoniche. Tra realt\u00e0 e propaganda, mentre cresce la follia della corsa alle enormi spese per nuovi armamenti!<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 15px; background-color: inherit;\">Il governo ucraino ha spesso dichiarato di aver abbattuto missili ipersonici russi in volo; affermazioni che suonavano propaganda, date le mitiche propriet\u00e0 di tali armi. <\/span>Un recente lavoro di due ricercatori indipendenti americani permette di esaminare su basi scientifiche le ventilate caratteristiche di tali armamenti e fornisce basi per verificare la possibilit\u00e0 effettiva dell&#8217;Ucraina di colpire Kinzhal russi.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"134\" src=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Un-missile-Kinzhal-montato-su-un-MIG-31-K-300x134.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3047\" srcset=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Un-missile-Kinzhal-montato-su-un-MIG-31-K-300x134.png 300w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Un-missile-Kinzhal-montato-su-un-MIG-31-K-150x67.png 150w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Un-missile-Kinzhal-montato-su-un-MIG-31-K.png 766w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 volte dal 6 maggio 2023 in poi (l&#8217;ultima il 2 gennaio scorso) il Ministero della difesa ucraino ha annunciato di aver abbattuto missili ipersonici&nbsp;<em>Kinzhal<\/em>&nbsp;lanciati dalla Russia contro la capitale. Ci\u00f2 ha molto sorpreso osservatori ed esperti, dato che tali ordigni sono comunemente accreditati in grado di penetrare le difese antimissile, essendo stati sviluppati appunto a tale scopo precipuo.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene quindi il dubbio che le affermazioni ucraine facciano parte della continua guerra di propaganda fra i due paesi; anche per giungere a un giudizio generale sui programmi ipersonici dei vari paesi, occorre quindi cercar di capire se sia veramente possibile che i sistemi antimissile a disposizione dell&#8217;Ucraina possano distruggere un&nbsp;<em>Kinzhal<\/em>&nbsp;in volo.<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Il mito<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I missili ipersonici sono presentati come una \u201crivoluzione epocale\u201d negli armamenti: con una \u201cvelocit\u00e0 ineguagliabile\u201d, si dice che possano colpire obiettivi oltre l&#8217;orizzonte in una \u201cfrazione di tempo\u201d rispetto ai missili balistici o cruise esistenti; hanno una quasi totale immunit\u00e0 alla rilevazione, essendo \u201cquasi invisibili\u201d ai sistemi di allarme precoce esistenti; sono pertanto forze che non possono essere intercettate dai sistemi anti-missile. Insieme, queste capacit\u00e0 lasceranno agli attaccati un tempo insufficiente per identificare e confermare con sicurezza la natura dell\u2019arma in arrivo, per non parlare di decidere come rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p>I missili ipersonici (<a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/blog-page\/nuove-wunderwaffen-missili-ipersonici\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/blog-page\/nuove-wunderwaffen-missili-ipersonici<\/a>) sono armi caratterizzate da: velocit\u00e0 ipersonica (ossia superiore a 5 volte quella del suono, circa 340 m\/s [Mach 1]), traiettoria per la maggior parte endo-atmosferica e non balistica, alta manovrabilit\u00e0 e accuratezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono in fase di sviluppo due classi di questi ordigni: missili cruise ipersonici (HCM), dotati di un motore per la loro propulsione, e missili plananti ipersonici (HGM), che invece, una volta rilasciati da un razzo vettore, continuano il loro volo planando verso il bersaglio. Solo la Russia ha dichiarato di aver iniziato nel 2023 a produrre HCM operativi (i 3M22&nbsp;<em>Tsirkon<\/em>, SS-N-33 per la NATO), con una velocit\u00e0 massima di Mach 8, mentre in altri paesi ci sono solo test di prototipi.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono due tipi di missili plananti: gli HGM propriamente detti sono lanciati dagli stessi vettori impiegati per i missili balistici a gittata lunga o intercontinentale e dopo una breve traiettoria balistica exo-atmosferica, rientrati nell&#8217;atmosfera si collocano su una traiettoria planante di molte migliaia di km, a velocit\u00e0 superiori di Mach 20; di questo tipo sono gli&nbsp;<em>Avangard<\/em>&nbsp;(SS-X-32Zh per la NATO) russi e i DF-DZ (WU14 per gli USA) cinesi, gi\u00e0 operativi, e l&#8217;<em>Hypersonic Technology Vehicle-2<\/em>&nbsp;(HTV-2) abbandonato dagli USA dopo due test falliti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per traiettorie pi\u00f9 brevi (inferiori a 2000 km) missili HALBM (<em>hypersonic air-launched ballistic missile<\/em>) vengono lanciati da aerei e dopo una fase balistica completamente endo- atmosferica procedono planando verso l&#8217;obiettivo: di questo tipo sono appunto i Kh-47M2&nbsp;<em>Kinzhal<\/em>&nbsp;(AS-24&nbsp;<em>Killjoy<\/em>&nbsp;per la NATO), di velocit\u00e0 massima stimata Mach 10.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo dei programmi ipersonici russi \u00e8 appunto la creazione di forze non intercettabili dai sistemi ABM americani e quindi in grado di garantire comunque la capacit\u00e0 di reazione a una provocazione nucleare: le armi ipersoniche con armamento nucleare appaiono quindi idonee a ripristinare la parit\u00e0 strategica, come dichiarato dal presidente Putin in un celebre discorso il primo marzo 2018.<\/p>\n\n\n\n<p>I programmi americani si basano piuttosto sulla velocit\u00e0 e precisione dei sistemi ipersonici per poter colpire con armi convenzionali obiettivi di alto valore o fugaci possibilmente in qualunque punto della terra senza il ricorso a basi estere.<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Il mito sfatato<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Non esistono studi indipendenti delle effettive capacit\u00e0 operative degli HCM, mentre la fisica dei sistemi plananti, ancorch\u00e9 complicata, \u00e8 affrontabile e le equazioni del loro moto sono risolubili con metodi di calcolo numerico e il ricorso a calcolatori, una volta disponibili dati realistici dei velivoli (forma, massa, &#8230;).<\/p>\n\n\n\n<p>Il parametro fondamentale per il volo planato \u00e8 l\u2019efficienza aerodinamica, il rapporto L\/D fra la portanza (<em>lift<\/em>), che fornisce una spinta verso l&#8217;alto a vincere la gravit\u00e0, e la resistenza (<em>drag<\/em>), che si oppone al moto e ne causa il rallentamento e la perdita di quota. A peggiorare la situazione, la resistenza aerodinamica sottrae energia cinetica al velivolo, convertendola in onde d\u2019urto e in energia termica nell\u2019aria circostante; si raggiungono cos\u00ec temperature fino a diverse migliaia di gradi, con l\u2019innesco di reazioni chimiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia la portanza che la resistenza sono proporzionali alla densit\u00e0 atmosferica e al quadrato della velocit\u00e0, con dei coefficienti che dipendono dalla forma dei velivoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso del volo subsonico il valore L\/D varia fra 15 e 20 e la distanza che un aereo pu\u00f2 percorrere a motore spento risulta circa L\/D volte l\u2019altezza iniziale sul suolo: un aereo che cominci a planare a 10 km di quota pu\u00f2 percorrere quindi fino a 200 km. Il valore massimo di L\/D diminuisce al crescere della velocit\u00e0 e per l\u2019HTV-2 americano ha raggiunto solo il valore 2,6, anche se il velivolo aveva una forma a cuneo per raccogliere la spinta dell\u2019onda d\u2019urto da esso stesso generata.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la velocit\u00e0 di un missile planante diminuisce a causa della resistenza aerodinamica il velivolo deve scendere ad altitudini inferiori dove l&#8217;aria pi\u00f9 densa pu\u00f2 fornire una portanza sufficiente a mantenerlo in volo. Il volo ipersonico planato \u00e8 quindi limitato a un corridoio di altitudine-velocit\u00e0 relativamente stretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni dati relativi all\u2019HTV-2 americano e ai suoi test di volo sono stati resi pubblici e due ricercatori americani (David Wright del&nbsp;<em>Massachusetts Institute of Technology<\/em>&nbsp;e Cameron L. Tracy della&nbsp;<em>Stanford University<\/em>) hanno studiato le possibili traiettorie e gittate di un HGM a cuneo con le caratteristiche dell\u2019HTV-2 in funzione di uno spettro di valori della velocit\u00e0 iniziale impressa al velivolo dal razzo vettore. Particolarmente interessanti sono i loro risultati (pubblicati lo scorso novembre) sulla penetrabilit\u00e0 dei sistemi ABM e il confronto con altri sistemi esistenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dato fondamentale \u00e8 la valutazione precisa della variazione della velocit\u00e0 rispetto all\u2019aria durante la planata: a met\u00e0 percorso si ha una diminuzione di circa il 20% rispetto alla velocit\u00e0 iniziale, qualunque sia, a tre quarti di circa il 40% e a nove decimi oltre il 65%, con un corrispondente abbassamento della quota di volo. Per esempio, un HGM rilasciato a 57,5 km d\u2019altezza con velocit\u00e0 iniziale di 7 km\/s (Mach 20,5) con una gittata di 13 mila km, a 6500 km \u00e8 sceso a quota 48 km e velocit\u00e0 6 km\/s e dopo 12 mila km vola a 35 km d\u2019altezza con velocit\u00e0 2,5 km\/s.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo continuo rallentamento annulla il supposto vantaggio degli HGM rispetto ai missili balistici per quanto riguarda la rapidit\u00e0 a raggiungere il bersaglio. Infatti missili balistici possono essere lanciati su traiettorie exo-atmosferiche \u201cdepresse\u201d (DTB) pi\u00f9 brevi di quelle ottimali, percorribili a velocit\u00e0 superiori a Mach 19 non dovendo subire la resistenza dell\u2019aria. Calcoli dettagliati dei due ricercatori trovano che, a parit\u00e0 di condizioni, un missile DTB impiega circa il 15% meno tempo di un HGM a raggiungere il comune bersaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Una cruciale caratteristica degli HGM \u00e8 la loro manovrabilit\u00e0, ma, essendo privi di un proprio motore, per cambiare direzione devono utilizzare le forze di portanza per imprimere una velocit\u00e0 orizzontale, che a sua volta deve essere ipersonica, mantenendo comunque una portanza verticale sufficiente a rimanere in quota. Per generare la portanza supplementare, il veicolo deve scendere a un&#8217;altitudine inferiore per sfruttare la maggiore spinta dell&#8217;aria pi\u00f9 densa e, dopo la virata, tornare alla quota di crociera. Queste manovre possono costare molto in termini di velocit\u00e0 e autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, per virare di 30 gradi, un HGM come l&#8217;HTV-2 che voli a Mach 15 a un&#8217;altitudine di circa 40 km deve generare una velocit\u00e0 orizzontale di Mach 7,5. Se si abbassa di circa 2,5 km, la rotazione di 30 gradi richiederebbe circa sette minuti, durante i quali percorrerebbe un ampio arco con un raggio di circa 4 mila km. La resistenza aerodinamica supplementare che deriva dal viaggiare in aria pi\u00f9 densa ne ridurrebbe la velocit\u00e0 di circa 1,3 Mach, facendogli perdere circa 450 km di autonomia sui 3 mila km che avrebbe potuto percorrere altrimenti. Per virate pi\u00f9 rapide, l\u2019HGM dovrebbe scendere a quote inferiori, pagando una maggiore perdita di velocit\u00e0 e portata.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019\u201cinvisibilit\u00e0\u201d degli HGM si rivela un mito: \u00e8 vero che un HGM in avvicinamento a 40 km di altezza sfuggirebbe ai radar per gran parte della propria traiettoria a causa della curvatura terrestre, diventando rilevabile solo da circa 500 km di distanza in poi, nell\u2019ultima fase del volo. Tuttavia, durante tutto il volo, la superficie di un veicolo ipersonico raggiunge temperature di migliaia di gradi, producendo una notevole radiazione termica nello spettro infrarosso e generando una linea di gas ionizzato che \u00e8 pi\u00f9 visibile dai radar e dai sensori spaziali rispetto al veicolo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia gli Stati Uniti che la Russia dispongono di satelliti di allerta precoce con sensori a infrarossi, in grado di individuare l&#8217;intensa radiazione emessa sia dal razzo vettore che dagli HGM, tracciandone gran parte della fase di planata.<\/p>\n\n\n\n<h3><strong>Penetrabilit\u00e0 dei sistemi anti-missile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Anche se \u00e8 possibile mediante satelliti osservare il lancio di un HGM e seguirne la traiettoria, rimane comunque impossibile attaccarlo nella fase di lancio e durante la maggior parte della<\/p>\n\n\n\n<p>planata con i sistemi anti-missile attuali, come gli statunitensi GMD (<em>Ground-based Midcourse Defense<\/em>) e SM-3 (<em>Aegis Standard Missile-3<\/em>), previsti per attaccare testate di ICBM a grande distanza e ad alta quota (oltre 100 km) al di fuori dell\u2019atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a questi sistemi finalizzati a difendere vasti territori, esistono difese anti-missile terminali, che operano in prossimit\u00e0 dei potenziali bersagli a ingaggiare gli ordigni nella fase terminale del loro volo, quando si preparano a colpire il loro obiettivo. Queste difese, tra cui i&nbsp;<em>Patriot<\/em>&nbsp;e gli&nbsp;<em>Aegis<\/em>&nbsp;SM-6 statunitensi e gli S-400 e S-500 russi, devono operare a decine di km di altitudine, manovrare in modo aerodinamico e aggredire i missili nemici a breve distanza, proteggendo al massimo piccole (ma cruciali) aree di territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli ingaggi endo-atmosferici, sia l&#8217;intercettore che il bersaglio possono manovrare aerodinamicamente e ci\u00f2 che conta \u00e8 l&#8217;accelerazione laterale relativa che i due oggetti possono raggiungere all&#8217;altitudine dell&#8217;attacco mentre ciascuno cerca di superare l&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un principio importante della teoria della guida e del controllo \u00e8 che gli intercettori devono essere in grado di raggiungere un&#8217;accelerazione laterale da due a tre volte superiore a quella di un bersaglio in manovra per poterlo intercettare in modo affidabile; note le caratteristiche dei sistemi coinvolti, questa condizione si traduce in un rapporto fra le rispettive velocit\u00e0. I due ricercatori americani hanno considerato appunto il caso del sistema MIM-104&nbsp;<em>Patriot<\/em>&nbsp;contro un HGM.<\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<em>Patriot<\/em>&nbsp;ingaggia missili avversari entro una distanza di 60 km con due tipi di intercettori PAC-3: gli MSE hanno una velocit\u00e0 Mach 6 e operano a quote sopra i 30 km e i CRI hanno velocit\u00e0 Mach 4,7 e agiscono a quote sui 20 km. Per manovrare, una serie di piccoli propulsori intorno al corpo conferiscono ai PAC-3 un angolo d&#8217;attacco non nullo, ad aumentarne la portanza. I calcoli effettuati nel caso di un HGM a cuneo e di un intercettore PAC-3 indicano che basta che il PAC abbia una velocit\u00e0 fra 0,85 e 1 volte quella dell\u2019HGM per poterlo colpire.<\/p>\n\n\n\n<p>Tenuto presente che nella fase finale di volo di un HGM verso il suo bersaglio la sua velocit\u00e0 \u00e8 ormai molto ridotta rispetto a quella iniziale, anche se non ha fatto particolari manovre, si trova che effettivamente esiste una finestra di possibilit\u00e0 per un Patriot in prossimit\u00e0 del bersaglio di intercettare e distruggere un HGM anche con alta efficienza aerodinamica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"476\" src=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Calcolo-della-velocita-finale-800x476.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3048\" srcset=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Calcolo-della-velocita-finale-800x476.png 800w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Calcolo-della-velocita-finale-300x178.png 300w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Calcolo-della-velocita-finale-150x89.png 150w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Calcolo-della-velocita-finale-768x457.png 768w, https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Calcolo-della-velocita-finale.png 1006w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>I&nbsp;<em>Kinzhal<\/em>&nbsp;impiegati in Ucraina sono HALBM lanciati ad altitudini di circa 18 km da un aereo&nbsp;<em>Mikoyan<\/em>&nbsp;MiG-31K a circa 700-1000 km di distanza dai loro obiettivi. Per manovrare, devono planare per un tratto del percorso (con basso L\/D) e iniziare la picchiata a velocit\u00e0 certamente inferiori di Mach 6. Sulla base dei calcoli di Wright e Tracy, appare quindi possibile che la batteria&nbsp;<em>Patriot<\/em>&nbsp;installata vicino a Kiev possa intercettare un&nbsp;<em>Kinzhal<\/em>&nbsp;in avvicinamento alla capitale. Gli abbattimenti del maggio 2023 sono stati verificati da fonti governative statunitensi. Funzionari statunitensi hanno affermato che gli ucraini hanno lanciato pi\u00f9 missili PAC-3 da diverse angolazioni per intercettare il missile&nbsp;<em>Kinzhal<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>I missili ipersonici non sono quindi delle&nbsp;<em>Wunderwaffen<\/em>&nbsp;rivoluzionarie, ed \u00e8 importante il lavoro di demistificazione dei ricercatori indipendenti Wright e Tracy, che ha messo in evidenza le forzature propagandistiche dei promotori delle nuove armi in Cina, Russia e USA, alimentando una nuova corsa agli armamenti. Anche il&nbsp;<em>Congressional Budget Office<\/em>americano ha recentemente concluso (gennaio 2023) che gi\u00e0 esistono e sono pi\u00f9 economici e affidabili armamenti con propriet\u00e0 analoghe a quelle dei missili ipersonici, il cui sviluppo \u00e8 quindi ingiustificato da motivazioni militari ed economiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 attraverso nuovi armamenti ipertecnologici che gli stati possono raggiungere maggiore sicurezza e il sistema mondiale trovare maggiore stabilit\u00e0: la via da perseguire sono piuttosto decise azioni di disarmo, non solo nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Padova 3 febbraio 2024<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file alignright\"><a href=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/armiipersoniche.pdf\"><em>Il testo originale<\/em><\/a><a href=\"https:\/\/www.ippnw-italy.org\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/armiipersoniche.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal professor Alessandro Pascolini (Universit\u00e0 di Padova) questo lungo e dettagliato report sulle caratteristiche e l&#8217;effettiva capacit\u00e0 delle armi ipersoniche. 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