Un evento online promosso da Abolition 2000

Sono questi dei giorni che sembrano incastrarsi in un incrocio di eventi e di opportunità per l’obiettivo del disarmo atomico. L’insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente Joe Biden. L’entrata in vigore del TPNW, il Trattato per la proibizione delle armi nucleari. Come pure il 75° anniversario della United Nations Resolution 1 (1), l’istituzione in sede ONU, il 24 gennaio 1946, di una Commissione per affrontare i problemi generati dalla scoperta e l’uso dell’energia atomica. Una risoluzione questa, adottata per consenso, che stabilì per la prima volta l’obiettivo di un mondo libero dalle armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa
A questo proposito l’Organizzazione Abolition 2000 ha lanciato l’invito (in lingua inglese) a un appuntamento online per il 25 gennaio: un evento globale per commemorare questo anniversario nel contesto della nuova amministrazione statunitense e del TPNW.
L’evento comprenderà la presentazione di risoluzioni parlamentari e appelli della società civile. Un esempio delle quali è dato dalla mozione presentata al Parlamento scozzese dal deputato Bill Kidd: l’invito a che il Parlamento prenda atto dell’entrata in vigore del Trattato, comprendendo i numerosi divieti dichiarati e la sua capacità di rafforzare in tal senso il diritto internazionale. E ricordandone l’attuazione alla vigilia del 75° anniversario della Resolution 1 (1) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Sarà riportata una serie di appelli della Società Civile che vengono trasmessi ai governi in concomitanza con l’entrata in vigore del TPNW e il 75° anniversario della risoluzione 1 (1) delle Nazioni Unite e che saranno presentati all’evento del 25 gennaio.
Protect People and the Planet: Appeal for a Nuclear-Weapon-Free World, appello per un mondo libero dalle armi nucleari, approvato da oltre 700 rappresentanti della società civile tra cui parlamentari, sindaci, ex leader militari, giovani, leader religiosi, accademici, ex funzionari delle Nazioni Unite e del governo e capi di organizzazioni non governative;
Abolish nuclear weapons to assure a sustainable future: dichiarazione congiunta dei membri del World Future Council e dei vincitori del diritto al sostentamento in occasione dell’entrata in vigore del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e del 75 ° anniversario della Risoluzione 1 (1) delle Nazioni Unite;
It’s time to wrap up the nuclear era! Dichiarazione del Comitato di coordinamento di Abolition 2000 in occasione dell’entrata in vigore del trattato sulla proibizione delle armi nucleari e del 75° anniversario della risoluzione 1 (1) dell’ONU.
Moderator: Alyn Ware, Global Coordinator of Parliamentarians for Nuclear Non-proliferation and Disarmament. Director of the World Future Council Peace and Disarmament Program. Right Livelihood Laureate 2009
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In questo mese di quarant’anni fa, dal 5 al 7 dicembre, un piccolo gruppo di medici visionari si riunì presso l’Hotel Le Richemond a Ginevra per gettare le basi per quello che oggi è IPPNW. In questo primo incontro dei fondatori di IPPNW – i medici americani Bernard Lown, James Muller ed Eric Chivian e i medici sovietici Evgeny Chazov, Leonid Illyin e Mikhail Kuzin – decisero di mettere da parte politica e ideologia per affrontare la più grande minaccia per la vita umana di tutti i tempi.
Giamaica, Nauru e Honduras: queste le ultime Nazioni che hanno portato con la loro firma al raggiungimento delle 50 ratifiche necessarie per l’entrata in vigore del Trattato per la Proibizione delle armi nucleari. IPPNW, l’Organizzazione internazionale dei medici per la Prevenzione della guerra nucleare, ha prodotto una dichiarazione. Ecco una libera traduzione di alcuni stralci dello Statement.
Il Nuclear Ban Treaty coinvolge legalmente una tipologia di “armi di distruzione di massa” la cui proibizione non era stata ancora inserita nelle norme del Diritto Internazionale. Ma quanto è stato fatto per l’eliminazione delle mine, bombe a grappolo e armi batteriologiche e chimiche ha dato traccia al nuovo Trattato:
Tre anni sono passati dall’approvazione alle Nazioni Unite del Trattato per la messa al bando delle armi nucleari (TPNW, Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons) e sembra che le ratifiche stiano avanzando a velocità sostenuta. L’ultima firma, dal governo delle Isole Fiji, ha fatto calare a 11 il numero di Stati ancora necessari per l’entrata in vigore del Trattato ai sensi del Diritto Internazionale.
D: Come ha appreso la notizia della pandemia?
Il 1° aprile 2020, tre ex comandanti della Royal Navy hanno inviato una lettera a tutti i membri del Parlamento, mettendo in discussione la politica di mantenimento di un deterrente nucleare permanente in mare. Il costo di 2 miliardi di sterline all’anno sarebbero adesso ingiustificabili, tanto più che i costi economici della pandemia di coronavirus vanno aumentando e che oltretutto non sembra esserci alcuna minaccia di un attacco nucleare contro il Regno Unito.
Quasi a far da contraltare alle scorse bad news, una buona notizia aggiunge un tassello di speranza. Nello stesso giorno dell’aggiornamento del Doomsday Clock,