Ricordando il Dr. Lown

A meno di un mese dalla sua scomparsa è sempre vivo il ricordo del Dr. Bernard Lown

“Di fronte a una terribile emergenza di arresto cardiaco improvviso, i medici non chiedono se il paziente fosse una brava persona o un criminale. Non ritardiamo il trattamento per apprendere la politica o il carattere della vittima. Non rispondiamo come ideologi, né come russi né come americani, ma come medici. L’unica cosa che conta è salvare una vita umana. Lavoriamo con i colleghi, qualunque sia la loro convinzione politica, siano capitalisti o comunisti. Questa stessa cultura permea IPPNW. Il mondo è minacciato da una morte nucleare improvvisa. Lavoriamo con i medici indipendentemente dalle loro convinzioni politiche per salvare la nostra casa in pericolo.”


Ecco. A meno di un mese dalla sua scomparsa è sempre vivo il ricordo del Dr. Bernard Lown, storico cofondatore di IPPNW (vedi articolo precedente) oltre che importante scienziato nella branca medica della cardiologia. E quanto citato più sopra descrive efficacemente lo spirito che portò un piccolo gruppo di medici americani e sovietici a fondare nel 1980 l’Associazione dei medici per la prevenzione della guerra nucleare.

Dalla “famiglia globale” di IPPNW arriva adesso questo importante documento, che ha voluto raccogliere ricordi e testimonianze da chi ha condiviso la sua opera nel corso della sua vita. Un tributo che contribuisce ulteriormente alla conoscenza del dott. Lown e conservarne la memoria.

 

Bernard Lown, un gigante

Abbiamo perso un gigante. Il miglior tributo che possiamo offrire è portare avanti il nostro lavoro e liberare finalmente il mondo dalle armi nucleari. IPPNW ha contribuito a salvare il mondo negli anni ’80. Facciamolo ancora.


Bernard Lown
Dr. Bernard Lown, IPPNW founding co-president (1981). Fonte: ippnw.org

Decine di messaggi stanno pervenendo nelle mailing list di IPPNW e ICAN. Messaggi che portano ricordi e parole di condoglianza nient’affatto formali. IPPNW, International Physicians for the Prevention of Nuclear War ha salutato per l’ultimo viaggio il suo cofondatore Bernard Lown.

Il mondo scientifico lo ricorda come l’inventore del primo defibrillatore cardiaco efficace. Noi umani per la pace, all’annuncio della sua scomparsa riandiamo indietro nel pensiero a quegli anni dove le vicende della Guerra Fredda portavano rischi sempre maggiori di un confronto atomico tra le superpotenze.

IPPNW nasce nel 1980. Si era nel pieno della corsa alle armi nucleari e fu questo lo scenario che spinse sette medici americani e sovietici, tra cui il dottor Lown e il dottor Yevgeny I. Chazov – cardiologo e medico personale del leader sovietico Breznev, a fondare l’Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, International Physicians for the Prevention of Nuclear War. Nel 1985, anno in cui ricevette il Premio Nobel per la Pace, il gruppo aveva già raccolto 135.000 membri in 41 Paesi.

Dal New York Times del 16 febbraio un articolo, a firma Robert D. McFadden, oltre che descriverne l’enorme aiuto che il suo defibrillatore ha dato nella salvezza di molte vite umane, si sofferma anche sul suo ruolo fondamentale nella nascita dell’Organizzazione. Organizzazione – leggiamo dalla pagina del NYT – a cui tuttavia arrivarono risvolti controversi dopo l’assegnazione del Nobel: impressioni di “ingenuità” nei confronti dei suoi fondatori ma anche critiche da parte occidentale, alimentate oltretutto dalla presenza tra essi del dott. Chazov – medico personale di Breznev – che un decennio prima si era espresso contro Andrei Sakharov unico destinatario sovietico del Nobel per la Pace, attivista per i diritti umani ma che come fisico contribuì in modo determinante allo sviluppo della Bomba H sovietica.

In un libro di memorie del 2008, “Prescription for Survival: A Doctor’s Journey to End Nuclear Madness”, il dottor Lown raccontò la storia del suo gruppo antinucleare osservando che la fine della Guerra Fredda non aveva risolto la minaccia di annientamento. “Eliminare la minaccia nucleare”, ha scritto, “è una sfida storica che fa riflettere se noi umani abbiamo un futuro sul pianeta Terra”.

Concludiamo riportando, tra i numerosi messaggi di partecipazione, le parole espresse da Ira Helfand, co-presidente di IPPNW:

“Non è affatto chiaro se saremmo qui oggi, se non fosse stato per il lavoro di IPPNW negli anni ’80. Mentre molte persone hanno contribuito a questo sforzo, il Dr. Lown e il Dr. Chazov sono stati la figura chiave. Mi unisco a tutti voi nel piangere la morte del dottor Lown e nel salutare il suo straordinario coraggio, determinazione e visione.

Abbiamo perso un gigante. Il miglior tributo che possiamo offrire è portare avanti il nostro lavoro e liberare finalmente il mondo dalle armi nucleari. IPPNW ha contribuito a salvare il mondo negli anni ’80. Facciamolo ancora.”

Il Dottor Stranamore? E’ vivo e vegeto

Biden non basta.

Dal Washington Times leggiamo una notizia preoccupante, rilanciata e commentata da David Mackenzie nel sito della Scottish Campaign for Nuclear Disarmament (www.banthebomb.org), che riporta il pensiero alle lancette del Doomsday Clock così vicine alla mezzanotte – forse più vicine di quanto si pensi.

L’Ammiraglio Charles Richard. (fonte: news.laran.it)

E’ questo infatti che afferma l’ammiraglio Charles Richard, comandante del Comando strategico degli Stati Uniti (il Nuclear Strike Force):

“C’è una reale possibilità che una crisi regionale con la Russia o la Cina possa degenerare rapidamente in un conflitto che coinvolge armi nucleari, se percepissero che una perdita convenzionale minaccerebbe il regime o lo Stato… Il Pentagono deve passare dal presupposto principale che l’uso di armi nucleari è quasi impossibile, a quello che l’impiego del nucleare è una possibilità molto reale”.

Scrive David Mackenzie – “è abbastanza chiaro che l’obiettivo principale di questa folle esplosione è il nuovo uomo alla Casa Bianca. Biden prenderà in considerazione ciò che chiamano la “postura nucleare” e il Pentagono vorrà applicare la maggior pressione diretta e indiretta possibile per garantire che l’impennata di modernizzazione degli Stati Uniti avviata da Obama continui senza ostacoli.” Certamente la stessa posizione di Biden nei confronti ad esempio del Trattato New Start e la volontà di correggere i numerosi passi indietro voluti da Trump vanno a infastidire le alte sfere del Pentagono.

E aggiunge: “I generali saranno anche consapevoli del nuovo fattore – l’entrata in vigore il mese scorso del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari – e della possibilità che Biden possa tenere conto di quel colpo alla reputazione globale delle armi nucleari.”

Una considerazione personale in un certo senso in positivo: checche’ se ne pensi, ecco confermata l’importanza del TPNW, se pure le alte sfere del Pentagono ne attribuiscono il pericolo… ecco però come lo stesso Trattato – assieme alla possibile svolta di Biden – arrivi ad accentuare il rischio di un conflitto al di là dell’attuale deterrenza adesso a loro troppo stretta.

Il dottor Stranamore è sempre vivo e vegeto. E la nostra voce dovrà sempre più sovrastare la voce delle sirene di morte che arriva all’orecchio dei generali.

Treaty on the prohibition of nuclear weapons

Dalle pagine delle Nazioni Unite l’annuncio dell’entrata in vigore del Trattato, che inserisce finalmente nelle norme del Diritto Internazionale anche il divieto di produzione, possesso, usominaccia dell’uso di armi nucleari.

Ecco uno stralcio dalla pagina web che lo annuncia:

“Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) include una serie completa di divieti sulla partecipazione a qualsiasi attività di armi nucleari. Questi includono l’impegno a non sviluppare, testare, produrre, acquisire, possedere, accumulare, utilizzare o minacciare di utilizzare armi nucleari. Il Trattato proibisce anche lo spiegamento di armi nucleari sul territorio nazionale e la fornitura di assistenza a qualsiasi Stato nello svolgimento di attività vietate. Gli Stati parti saranno obbligati a prevenire e sopprimere qualsiasi attività vietata dal TPNW intrapresa da persone o sul territorio sotto la sua giurisdizione o controllo. Il Trattato obbliga inoltre gli Stati parti a fornire un’assistenza adeguata alle persone colpite dall’uso o dalla sperimentazione di armi nucleari, nonché a prendere le misure necessarie e appropriate di bonifica ambientale nelle aree sotto la loro giurisdizione o controllo contaminate a seguito di attività legate al test o uso di armi nucleari.”

E’ importante leggere nella stessa pagina anche la storia del percorso giuridico e diplomatico sfociato nella sua approvazione. Percorso che anche in queste pagine è stato più volte descritto fin dalle prime Conferenze Internazionali che hanno posto l’accento sugli effetti umanitari di un conflitto nucleare. Conferenze affiancate oltretutto dai numerosi Forum delle Organizzazioni della Società Civile.

Leggi tutti i nostri post riguardanti il TPNW

(in ordine decrescente di data)


—> Link al testo originale del Trattato <—


Nota: nella pagina MEDIA RESOURCES del sito, la playlist di ICANW mostra adesso la registrazione dell’evento “Entry into Force Day” trasmesso in diretta la sera del 22 gennaio! Visualizzare direttamente il video cliccando a questo link e portando il cursore temporale (visibile dopo l’avvio) attorno al 10° minuto.

All’entrata in vigore del TPAN, ricordando la prima Risoluzione delle N.U.

Un evento online promosso da Abolition 2000

Sono questi dei giorni che sembrano incastrarsi in un incrocio di eventi e di opportunità per l’obiettivo del disarmo atomico. L’insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente Joe Biden. L’entrata in vigore del TPNW, il Trattato per la proibizione delle armi nucleari. Come pure il 75° anniversario della United Nations Resolution 1 (1), l’istituzione in sede ONU, il 24 gennaio 1946, di una Commissione per affrontare i problemi generati dalla scoperta e l’uso dell’energia atomica. Una risoluzione questa, adottata per consenso, che stabilì per la prima volta l’obiettivo di un mondo libero dalle armi nucleari e da altre armi di distruzione di massa

A questo proposito l’Organizzazione Abolition 2000 ha lanciato l’invito (in lingua inglese) a un appuntamento online per il 25 gennaio: un evento globale per commemorare questo anniversario nel contesto della nuova amministrazione statunitense e del TPNW.

L’evento comprenderà la presentazione di risoluzioni parlamentari e appelli della società civile. Un esempio delle quali è dato dalla mozione presentata al Parlamento scozzese dal deputato Bill Kidd: l’invito a che il Parlamento prenda atto dell’entrata in vigore del Trattato, comprendendo i numerosi divieti dichiarati e la sua capacità di rafforzare in tal senso il diritto internazionale. E ricordandone l’attuazione alla vigilia del 75° anniversario della Resolution 1 (1) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Sarà riportata una serie di appelli della Società Civile che vengono trasmessi ai governi in concomitanza con l’entrata in vigore del TPNW e il 75° anniversario della risoluzione 1 (1) delle Nazioni Unite e che saranno presentati all’evento del 25 gennaio.

Protect People and the Planet: Appeal for a Nuclear-Weapon-Free World, appello per un mondo libero dalle armi nucleari, approvato da oltre 700 rappresentanti della società civile tra cui parlamentari, sindaci, ex leader militari, giovani, leader religiosi, accademici, ex funzionari delle Nazioni Unite e del governo e capi di organizzazioni non governative;

Abolish nuclear weapons to assure a sustainable future: dichiarazione congiunta dei membri del World Future Council e dei vincitori del diritto al sostentamento in occasione dell’entrata in vigore del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e del 75 ° anniversario della Risoluzione 1 (1) delle Nazioni Unite;

It’s time to wrap up the nuclear era! Dichiarazione del Comitato di coordinamento di Abolition 2000 in occasione dell’entrata in vigore del trattato sulla proibizione delle armi nucleari e del 75° anniversario della risoluzione 1 (1) dell’ONU.

Moderator: Alyn Ware, Global Coordinator of Parliamentarians for Nuclear Non-proliferation and Disarmament. Director of the World Future Council Peace and Disarmament Program. Right Livelihood Laureate 2009

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Qui il link per la registrazione all’evento online