La guerra nucleare per errore e il tempo per fermarla

Testimonianza del dott. Di Paolantonio alla conferenza AI4Peace su prevenzione della guerra nucleare non intenzionale e rapporto AI / Armi nucleari


Pochi giorni fa Sua Santità Papa Leone XIV ha autorevolmente e pubblicamente ricordato Stanislav Petrov, l’uomo che il 26 settembre 1983 evitò la guerra nucleare per errore. Desidero portare una testimonianza mai rivelata in tanti anni, ora che il problema è necessariamente divenuto di pubblico dominio.

Quanto riferisco dimostra che bisogna continuare a mantenere comunicazione, comando e controllo dei sistemi per l’impiego di armi nucleari lontani da automatismi legati all’Intelligenza Artificiale, per poter continuare a garantire, con tempi sufficienti, il controllo umano sul lancio inappropriato di armi nucleari e quindi sull’inizio della guerra nucleare per errore tecnico o umano.

Sono orgoglioso che il Colonnello Jonathan Alford, autorevole analista e mediatore internazionale per la stessa NATO, poco più di un mese prima che Petrov, assumendosi le sue responsabilità, ci salvasse tutti, conoscendo bene il concetto di guerra nucleare per errore che avevo già scoperto con le mie ricerche, quando andai a Londra nell’estate 1983 all’I.I.S.S.,Istituto Internazionale di Studi Strategici (di cui era Vice Direttore) inviatovi dall’ Università di Bologna, per una ricerca dal titolo: “Il rischio nucleare da armi in Italia: il ruolo della Medicina” scelse me per rivelare, per finalità di conoscenza accademica, cose che non si potevano dire, e che invece costituirono il cuore dei lavori del workshop mondiale su “strategie di prevenzione della guerra nucleare” che tenemmo ad Helsinki dal 4 al 6 giugno 1984, al IV Congresso Mondiale dell’IPPNW, International Physicians for the Prevention of Nuclear War.

Ad ascoltarmi c’era anche Pavel Palathenko, che qualche mese dopo divenne interprete unico dei colloqui USA/URSS (Reagan/Gorbaciov) che nel successivo 1987 portarono allo smantellamento dei missili nucleari dall’Europa con il Trattato INF (Intermediate Nuclear Forces) sulle Forze Nucleari Intermedie.

Ho deciso di rivelare pubblicamente tutto questo per rafforzare l’assoluta urgenza di separare l’Intelligenza Artificiale dalle procedure di impiego degli arsenali nucleari, come riaffermato dal Papa dopo l’Assemblea Mondiale di Premi Nobel di Castelgandolfo del 14 e 15 luglio u.s. per la Prevenzione della Guerra Nucleare e sul rapporto AI/Armi Nucleari.

Tornando al mio incontro a Londra all’IISS, al mio interlocutore avevo rivelato di aver appreso che il 6 giugno 1980, al NORAD, Comando Generale della Difesa Aerea degli Stati Uniti, la guerra nucleare, per un errore tecnico dei sistemi, era iniziata e finita, durando 15 minuti, senza il lancio dei missili, impedito opportunamente e tempestivamente dal controllo umano.

Con l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale agli arsenali nucleari quei minuti preziosi per provvidenziali decisioni umane non ci sarebbero più.

L’esperienza storica dimostra quindi che la barriera finale contro la catastrofe potrebbe consistere nel giudizio umano, capace di rifiutare di obbedire alle indicazioni operative di un sistema di lancio.

Nel corso del mio servizio di Ufficiale Medico dell’Aeronautica Militare Italiana chiesi al Comandante della mia base di poter concorrere ad una borsa di studio della Direzione Generale per la Ricerca della NATO, e grazie al suo accordo ed alla sua lettera alla NATO stessa la domanda fu inviata.

Non avendo avuto alcun tipo di risposta qualche mese dopo il Ministro Segretario di Stato Maccanico mandò con un corazziere motociclista al competente Ufficio di Roma copia della domanda ed a quel punto si scoprì dalla NATO che la mia domanda non era stata inoltrata.

Decisi perciò di svolgere ugualmente la ricerca a mie spese.

Avendo trasformato il tutto in ricerca universitaria internazionale mi recai a mie spese a Londra all’ International Institute for Strategic Studies e lì il Colonnello Jonathan Alford, ViceDirettore, mi rivelò che la NATO aveva scoperto che un terzo di tutti i missili balistici nucleari sovietici schierati verso l’Occidente era programmato per un attacco nucleare a tappeto sulla Sicilia per poter dispiegare in tal modo la cosiddetta “capacity of disabiliting” del sistema nucleare Cruise dispiegato in Sicilia.

Il problema delicatissimo difronte a questo scenario stava nel tempo di volo di questa enorme forza missilistica sui propri obiettivi, pari a circa dodici minuti, perché negli USA era accaduto che un falso allarme per attacco nucleare era durato quindici minuti prima di scoprirne l’errore e la causa, per cui se quel falso allarme si fosse verificato nello scenario europeo non ci sarebbe stato tempo sufficiente per scoprire l’errore ed evitare quindi l’inizio di una cosiddetta guerra nucleare “non intenzionale”, cioè per errore.

Mi assunsi allora, personalmente, nel giugno 1984, la responsabilità di comunicare il risultato di questa mia ricerca ad Helsinki al workshop “Strategie di Prevenzione della Guerra Nucleare” al IV Congresso Mondiale dell’IPPNW, Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, di cui avevo fondato con atto notarile la Sezione Italiana mentre ero Ufficiale Medico dell’Aeronautica Militare Italiana.

Ad ascoltarmi ci fu anche Pavel Palathenko.

Da quello che Pavel mi disse di persona a Mosca, in occasione del VII Congresso Mondiale dell’IPPNW, proprio due giorni prima che USA ed URSS, da lui interpretati, firmassero a Mosca l’accordo di smantellamento, ma soprattutto anche diciotto anni dopo, quando ci rincontrammo a Roma per il IV Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, mi convinsi che il mio contributo conoscitivo aveva contribuito grandemente a fare assegnare alla mia organizzazione il Premio Nobel per la Pace 1985 per aver facilitato e promosso l’inizio della ripresa dei colloqui USA/URSS per il disarmo nucleare.

Per tutto quanto detto è necessario ed urgente sottrarre all’Intelligenza Artificiale ogni possibilità di operare in materia di armi nucleari, e farlo subito ed in modo sicuro e certo da concordare e regolamentare da parte di almeno tutte le potenze nucleari e di tutti gli Stati che ne condividano le armi nucleari operativamente.

Artificial Intelligence for Peace

Dal 20 al 22 settembre scorsi si è svolta, presso la Pontificia Università Lateranense, la Conferenza AI4Peace.

Leggiamo dalla pagina che ne ha annunciato la preparazione e l’avvio dei lavori (qua il link):

“In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta rimodellando ogni aspetto della società umana, il suo ruolo nella promozione della pace, nella prevenzione dei conflitti e nella protezione dei diritti umani non è mai stato così critico. AI4Peace riunisce importanti ricercatori, politici, tecnologi e professionisti della pace per esplorare come l’IA possa essere sfruttata come forza per il bene nella costruzione di un mondo più pacifico e giusto. Questa conferenza funge da piattaforma unica per il dialogo interdisciplinare, promuovendo la collaborazione tra esperti di intelligenza artificiale e studiosi di pace per affrontare le sfide più urgenti all’intersezione tra tecnologia e sicurezza globale.”

La Risoluzione del gruppo di lavoro

Il gruppo di lavoro della conferenza AI4Peace sul ruolo dell'AI nella prevenzione del conflitto in scenari complessi, sentiti gli autorevoli, motivati e documentati allarmi sul rapporto AI/minaccia esistenziale all'umanità, raccomanda l'istituzione in sede ONU dell'Agenzia Internazionale per l'Intelligenza Artificiale.

L'obiettivo è garantire, nel più breve tempo possibile e in un quadro globale di escalation della guerra, la prevenzione dell'uso non autorizzato degli arsenali nucleari indotto dalla estrema riduzione dei tempi decisionali prodotta dall'Intelligenza Artificiale. A tal fine, occorre che si affermino regole vincolanti nel diritto internazionale per definire la separazione tra processi decisionali tecnici e processi decisionali politici e diplomatici.

Questo, al fine di prevenire la guerra nucleare e promuovere pace e disarmo nucleare generale, reciproco e controllato, come richiesto dal Trattato ONU di Proibizione delle Armi Nucleari, già sottoscritto da oltre 100 Stati Membri delle Nazioni Unite e avente come primo firmatario lo Stato membro dell'ONU che ospita questa speciale Conferenza congiunta dell'Università per la Pace delle Nazioni Unite e della Pontificia Università Lateranense.

Vedi anche: Conclusioni della conferenza AI4Peace (Don Andrea Ciucci, Pontificia Accademia per la Vita) e Gli interventi dei relatori (fonte: PeaceLink)

La guerra nucleare per errore e il tempo per fermarla – Relazione del dott. Di Paolantonio


La scomparsa di un grande uomo

Apprendiamo con dolore la scomparsa, il 1° settembre scorso, di Ronald McCoy, già Co-presidente di IPPNW e ispiratore della Campagna ICAN. Riportiamo un ricordo, trasmesso al figlio David, da Michele Di Paolantonio Presidente di AIMPGN.

Caro David,

AIMPGN, l’affiliata italiana del nostro IPPNW, piange con te e tutta la tua grande famiglia per la perdita del nostro grande RON.

Il Prof. Ronald McCoy venne in Italia nel novembre 2003, al IV Vertice Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, a Roma. Sul nostro sito italiano pubblichiamo da molti anni la sua foto storica con Mikhail Gorbaciov con gli altri due membri della delegazione IPPNW che voleva con lui. In quell’occasione donammo a Gorbaciov, direttore dei vertici, il tuo rapporto “Danni collaterali” che hai sviluppato con Oxfam e che tuo padre ha portato a Roma, descrivendo 100.000 morti nella seconda guerra nel Golfo, di cui 40.000 erano civili, morti per “errori” nei cosiddetti “Danni collaterali”.

In quell’occasione Ron è stato ricevuto dall’Associazione Medica Italiana (FNOMCeO) e ha guidato l’Assemblea di AIMPGN nel sito di FNOMCeO stesso.

È tornato a Roma nel marzo 2004 e ha guidato uno storico seminario globale presso il Collegio NATO di Roma sulle armi di distruzione di massa e ha ottenuto una posizione generale dai membri di circa 90 delegazioni internazionali quando, nel suo grande discorso conclusivo, ha detto che le armi nucleari avrebbero dovuto essere cancellate (così come la schiavitù è stata cancellata!) dalla comunità internazionale, semplicemente, con una decisione internazionale globale scritta e sottoscritta! Proprio in quel momento ha spiegato alla delegazione IPPNW che IPPNW avrebbe dovuto spostare molti altri soggetti professionali e sociali per combattere contro le armi nucleari. Così nel 2007 è stata fondata ICAN.

Ora che TPNW è in corso, non dimenticherò mai il suo sorriso quando è venuto a Oslo il 10 dicembre 2017, per il nostro secondo Premio Nobel per la Pace, quella volta per ICAN.

Ron, tuo padre, era un gigante gentile per te, la tua famiglia, il tuo paese e tutti noi. Ti preghiamo di accettare la profonda partecipazione al tuo dolore e le sincere condoglianze alla tua famiglia.


Ronald McCoy, President of IPPNW, together with Mikhail Gorbaciov, at the IV World Summit of Peace Prize Nobel Laureates, with the other members of the IPPNW Delegation, Michele Di Paolantonio, President of AIMPGN, and the representative of IPPNW Students (Rome, november, 28th, 2003)


Per approfondire:

Hibaku-Jumoku

Testimoni silenziosi sopravvissuti alla Bomba

Hiroshima e Nagasaki, agosto 1945. Una storia che tutti sappiamo, rammentata in questi giorni ma il cui insegnamento non trovando ancora spazio nello spirito di tanti nostri governanti. Distruzione totale di persone e di cose, i pochi testimoni tuttora viventi, ancora inutilmente itineranti a portare nel mondo gli appelli alla ragione.

Hibakusha.

Ma altri testimoni silenziosi sono rimasti a rammentare. Viventi poco conosciuti e poco appariscenti ma sempre presenti, con le loro chiome verdi a confermare la forza della natura, la spinta audace e capace di sopravvivere alla violenza dell’uomo.

Proprio come le persone che sono sopravvissute alla bomba atomica in Giappone si chiamano Hibakusha, anche gli alberi sopravvissuti hanno un titolo onorifico. Si chiamano Hibaku-Jumoku. Entro un raggio di 2 km dall’ipocentro, ci sono 48 di questi alberi a Hiroshima.


Racconta Dirk Hoogenkamp, medico e membro del Board dell’Organizzazione NVMP-Doctors for Peace, l’affiliata olandese di IPPNW:

Eucalipto nell’area del Castello di Hiroshima, distante 740 m dall’epicentro

“Ho un piccolo albero sul balcone. Potrebbe sembrare strano, ma c’è una ragione per questo. E’ un albero speciale. È un Ginkgo Biloba, un gigante che può vivere per secoli.

Ho raccolto il seme dell’albero quando ero a Hiroshima lo scorso settembre. Ero a soli 1.130 metri dall’ipocentro, il luogo in cui la bomba atomica è stata fatta esplodere alle 8:15, 81 anni fa.

L’albero è crollato, il tempio dietro di esso è crollato e il sacerdote e la sua famiglia sono morti. Il tempio non sarebbe stato ricostruito per cinquant’anni. Ma dopo alcuni anni, all’albero bruciato improvvisamente sono cresciute di nuovo le foglie verdi.”


Ancora il suo racconto, sempre nel discorso pronunciato lo scorso 6 agosto davanti al Monumento a Hiroshima a Groningen nei Paesi Bassi:

“Nella moderna Hiroshima, questi alberi sono testimoni poco appariscenti. A circa 1.400 metri dall’ipocentro si trova un altro Ginkgo, nella bellissima Shukkei-en, un giardino tradizionale di design cinese, con un grande stagno contenente carpe koi e tartarughe.

Il traffico della città affollata non può essere sentito lì; è come un pezzo di paradiso sulla terra. Ma il 6 agosto 1945, le cose sembravano molto diverse qui. Il giardino era stato precedentemente designato come centro di evacuazione, nel caso in cui dopo Tokyo fossero seguiti altri bombardamenti.

Migliaia di persone cercarono rifugio nel giardino, cercando di placare la sete e il dolore delle ustioni nell’acqua dello stagno. Erano già gravemente feriti ed esposti alle radiazioni. Diecimila persone persero la vita nel giardino.

L’unico testimone oggi è quell’albero, l’unico sopravvissuto del giardino. L’onda d’urto fece volare via tutte le foglie e i rami con un movimento rapido e il tronco si inclinò. Dopo l’enorme ondata di pressione si è alzato un vento di risucchio nella direzione opposta, che ha tirato indietro l’albero nella direzione opposta. Come in tanti Hibaku-Jumoku, l’albero indica il punto in cui è esplosa la bomba atomica.”

E poi:

“A Nagasaki, due alberi di canfora secolari si trovano all’ingresso del Santuario di Sanno. Si trovano a 800 metri dall’ipocentro, il punto in cui il 9 agosto è esplosa la bomba atomica.

Gli alberi sono oggi testimoni della potenza dell’onda d’urto: a causa dell’età, i tronchi sono diventati cavi, rivelando vetri, stoviglie e altri detriti che sono stati scagliati contro l’albero con quella forza enorme, per poi fermarsi a metà del tronco.”


L’albero della canfora ricresciuto dopo l’esplosione a Nagasaki:
Albero della canfora all’interno del Santuario di Sannō a Nagasaki – fotografia del 1945
Il medesimo albero della canfora del Santuario di Sannō in una fotografia del 2009


Certo: ha stupito la vitalità di questi alberi, ritornati in vita dopo l’esplosione delle uniche atomiche finora impiegate in guerra, rispettivamente a Hiroshima e Nagasaki. Ma all’epoca attuale, con le migliaia di ordigni in allerta, quali esseri viventi saranno in grado di sopravvivere o rigenerarsi dopo il termine di un conflitto globale?

Vedi anche:

IPPNW al Summit in Vaticano


Come già descritto nel precedente post, la trascorsa Assemblea dei Premi Nobel focalizzante i rischi dell’Intelligenza Artificiale nei possibili conflitti nucleari e svoltasi in Vaticano dal 14 al 16 luglio scorsi, ha visto presenti anche rappresentanti di IPPNW.

Pubblichiamo in allegato la relazione di apertura dell’Assemblea da parte del Dr. James Muller, Co-fondatore di IPPNW:

e qua il comunicato stampa diramato dall’Organizzazione, che presenta anche riferimenti per ulteriori approfondimenti:

Nota: dopo il Summit in Vaticano, riteniamo importante segnalare a questo proposito la pubblicazione, da parte della Libreria Editrice Vaticana, di un nuovo volume del Papa intitolato “Disarmata e disarmante. La pace è un dono”. Un’antologia che riporta diversi suoi interventi sul tema della pace a partire dal giorno della sua elezione:

“Leone XIV: non le armi atomiche ma il disarmo genera la pace”. Da Vatican News la sua recensione.


“Sono diventato Morte / distruttore dei mondi”

Cade oggi, 16 luglio, l’81° anniversario della prima deflagrazione atomica. Il Trinity test ad Alamgordo, nel Nuovo Messico.
E nel frattempo, tra minacce e possibili speranze…


Gli scienziati del Manhattan Project non erano neanche sicuri che l’atomica sarebbe esplosa, quel 16 luglio del 1945. Questo test era necessario, quindi, prima che quel tipo di ordigno potesse poi venire impiegato, nel conflitto mondiale seppure ormai giunto quasi al termine.

Era una bomba al Plutonio, simile a quella sganciata su Nagasaki neanche un mese dopo. La sua potenza, 25 chilotoni, fa quasi sorridere al giorno d’oggi, ma bastò quasi ad accecare gli spettatori intervenuti, e forse anche a stupire gli stessi scienziati.

Che oltretutto, non erano ancora consapevoli degli effetti a lungo termine di simili armamenti; e le conseguenze sull’ambiente e le popolazioni circostanti si riscontrano ancora oggi.



Scrive Melissa Parke, attuale Executive Director di ICAN, in un messaggio indirizzato agli attivisti della Campagna:

“Un anno fa ci unimmo ai membri della comunità del Nuovo Messico, negli Stati Uniti, per ricordare al mondo che l’impatto della prima detonazione nucleare a Trinity si fa ancora sentire in tutta la regione. Continuiamo a diffondere in tutto il mondo le vicende di coloro che sono stati colpiti e di coloro che continuano a resistere”.

“I’m Become Death”


Ritorniamo però ai giorni d’oggi, tra minacce globali e possibili speranze. Sempre Melissa Parke annuncia:

“Questa settimana mi trovo in Vaticano per parlare con esperti di una nuova e terrificante minaccia nucleare, ovvero i rischi dell’intelligenza artificiale e delle armi nucleari. Si è scritto molto su questi rischi e di recente abbiamo elaborato un’analisi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul pensiero in materia di deterrenza nucleare. Questa sfida conferisce un nuovo livello di urgenza al nostro lavoro”.

AI and the Absurdity of Nuclear Deterrence

Si è appena conclusa infatti in Vaticano l’importante “Global Nobel Laureates Assembly on Artificial Intelligence and Nuclear War” che ha visto partecipi 200 tra Premi Nobel per la Pace, ex capi di Stato, rappresentanti universitari ed esperti per discutere di intelligenza artificiale e guerra nucleare.

ICAN è stata tra le partecipanti dell’Assemblea, che ha visto intervenire anche altre diverse Organizzazioni internazionali quali IPPNW, Pugwash, Soka Gakkai, the Bulletin of the Atomic Scientists, oltre a istituzioni accademiche quali la Catholic University of America, University of Chicago, Harvard (in fondo alla pagina sopra indicata è mostrato il logo delle diverse Organizzazioni).


Firmata la “Dichiarazione di Roma”, un impegno sulle armi nucleari e sull’IA


“Dopo il primo lampo, bianchi come latte bollente

gli occhi sbiancati si offuscano nelle orbite e brancolano verso

la vista mortale, mero fuoco che ribolle nell’aria carbonizzata.

Il vento solleva e sventola un manto di polvere del deserto

in onde e pieghe gettate sulle spalle scarlatte

di fiamma. Una forma deforme si erge lentamente…

‘Sono diventato Morte, distruttore di mondi’…”

Robert Oppenheimer

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Il prof. Manlio Giacanelli ci ha lasciati

COMUNICATO STAMPA


L’AIMPGN, Associazione Italiana Medicina per la Prevenzione della Guerra Nucleare, Sezione Italiana dell’IPPNW, International Physicians for the Prevention of Nuclear War, organizzazione Premio Nobel per la Pace 1985, comunica la perdita del Collega ed Amico Dr. Prof. Manlio Giacanelli, proprio Presidente Onorario.

Professore emerito neurologo e già direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma fu Socio fondatore con atto notarile, nell’ottobre 1982, della Sezione Italiana dell’IPPNW, che nacque dall’interno del Comitato Scientifico Italiano “Medicina per la Pace” istituito presso Palazzo Valentini, Provincia di Roma, e suo primo Segretario Nazionale.

Quel Comitato Scientifico, di cui fecero parte accademici dei Lincei e Pontifici, membri della Presidenza e del Comitato Centrale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e medici del Servizio Sanitario Nazionale. organizzò il I Incontro Scientifico Internazionale per la Prevenzione della Guerra Nucleare “Medicina per la Pace” che si tenne a Roma, all’Accademia dei Lincei ed al Teatro Argentina, l’11, 12 e 13 marzo 1983, in piena Guerra Fredda, alla presenza di Bernard Lown, docente cardiologo a Harvard (USA) e di Eugene Chazov, Direttore della Sezione Cardiologica dell’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica e medico del Cremlino, Co Fondatori e Co Presidenti dell’IPPNW, che due anni dopo fu insignita del Premio Nobel per la Pace 1985 per aver catalizzato la ripresa dei colloqui USA/URSS per la Prevenzione della Guerra Nucleare ed il disarmo nucleare.

Manlio ebbe un ruolo continuo, costante e tenace che ha continuato ad alimentare con la sua forza verso i giovani anche con attività telematiche di educazione alla pace ed al disarmo nucleare. Lo piangiamo stringendoci ai suoi familiari.


I funerali si sono tenuti martedì 7 aprile alle ore 10:30 presso la basilica di San Saba in via San Saba 19 a Roma.


Vedi anche: In ricordo di Manlio Giacanelli (agenzia Pressenza)

Ciao papà. Dal figlio, un ricordo

In Iran siamo vicini a una guerra nucleare?

Un’intervista a Ira Helfand, già co-presidente di IPPNW e membro di ICAN, sui possibili sviluppi della guerra provocata dagli Stati Uniti nei confronti dell’Iran.

(Font: MEE LIVE)

(se necessario attivare i sottotitoli, anche in italiano)


Un estratto dalla descrizione dell’intervista (pagina del video su YouTube):

“Le armi nucleari sono la ragione per cui si sta combattendo la guerra contro l’Iran, se si crede al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Eppure rimangono un concetto astratto nei notiziari. Parliamo di programmi nucleari, capacità nucleari e armi nucleari. Non parliamo di guerra nucleare.

È naturale non soffermarsi su una devastazione inimmaginabile, o su un inferno di fronte al quale siamo impotenti.

Ma il dottor Ira Helfand afferma che dobbiamo sapere di cosa stiamo parlando quando parliamo di guerra nucleare.

Perché, a suo avviso, la guerra regionale potrebbe trasformarsi in una guerra nucleare.”