E se…

Ecco il regalo natalizio che vorrei. Un’utopia da realizzare, sì. Aiutatemi, aiutateci tutti, al suo concreto sorgere.


Non è certo facile trovare l’atmosfera vera all’arrivo di questo Natale, che sia la nascita di Cristo o la “rinascita” della stagione e del tempo oltre il Solstizio d’inverno, non importa. E a prescindere dalla distorsione del suo significato, negli anni sempre più regalando il suo spazio al potere del denaro e agli obblighi del consumo.

Perché ancor più del passato ecco l’incertezza nel nostro vivere. Consapevolezze che cominciano a scaturire anche nel pensiero di chi non era ancora vigile all’ascolto delle vicende del mondo.

Cambiamento climatico, certo. Voci dalle moltitudini delle nuove generazioni, e dalle certezze allarmate di chi a lungo ha studiato flussi e malesseri dell’aria che respiriamo. Ma di sicuro meno avvertite, anche vicende ed eventi che dalla politica del mondo vanno aggiungendo nel cuore, ancora, incertezze e paure. La vita del pianeta appesa ad un filo.

Ché se dal clima impazzito – forse non più imbrigliabili i suoi effetti – l’umano via via potrà adeguarsi, altri eventi e catastrofi del prossimo futuro ancor più renderanno quasi impossibile la rinascita nel pianeta. L’urgenza qui diventa indispensabile.

 

E se…

Se si ascoltasse l’allarme che da anni – ma che dico, decenni – da diverse parti va arrivando? Se si leggessero le cifre dell’olocausto che le migliaia di ordigni, sì dell’atomica adesso io parlo, andrebbero a contare? Non parlo solo di guerre ipotizzate o addirittura desiderate da poveri leader dalla vista corta e la saggezza sconosciuta. Ché anche dal gioco di dadi di tecnologie incerte potrebbe arrivare la sorpresa.

Se la voce dei saggi, dei governi consapevoli (e nel mondo, sì, ce ne sono stati), delle Nazioni Unite ospitanti discussione e approvazione del desiderato Trattato, venisse ascoltata e concretizzata, governi dubbiosi e Stati nucleari. Se la consapevolezza e l’allarme venissero sempre più avvertiti. Sì, un’utopia da realizzare, e qua un pianeta che attende – miliardi gli umani e le vite pur animali o vegetali, armonia della Creazione in un remoto angolo dell’Universo, ma in un forse di assoluta disgregazione.

Se i falsi leader del mondo, illusi di potere e poveri di realtà, tornassero nella terra della ragione… riuniti insieme alle moltitudini di esseri dalla vita reale.

Ecco il regalo natalizio che vorrei. Un’utopia da realizzare, sì. Aiutatemi, aiutateci tutti, al suo concreto sorgere.

 

Roberto Del Bianco

 

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Sondaggio sul TPNW in Giappone: c’è differenza tra governo e cittadini!

E’ una forte maggioranza! In un sondaggio del 10 dicembre ad opera dell’emittente televisiva NHK ecco svelare l’assoluta prevalenza, da parte dei cittadini nipponici, alla convinzione che il Giappone dovrebbe aderire anch’esso al TPNW, il Trattato per la Proibizione delle armi nucleari. Il sondaggio telefonico dell’emittente televisiva faceva parte di un report mensile riguardante gli aspetti politici del Paese e la richiesta di adesione è stata la risposta del 66% degli intervistati (i contrari al 17%).

“Papa Francesco ha visitato il Giappone il mese scorso e ha dato un appello a tutte le nazioni affinché aderiscano al TPNW per la realizzazione di un mondo senza armi nucleari. Il governo giapponese non ha aderito nella convinzione che il Trattato non è realistico ai fini del disarmo. Ritenete che il governo debba invece approvarlo?”

E a questo quesito rivolto ai partecipanti i “Sì” hanno raggiunto il 65,9%, i “No” il 17,1% mentre gli indecisi il 17%.

 

Qui un commento di Rico Robertson e Akira Kavasaki di “Peace Boat”:

  • Gli attivisti giapponesi vedono questo risultato del sondaggio come abbastanza buono nell’insieme della consistente campagna negativa del governo contro il TPNW. Quasi due terzi sostengono l’adesione al trattato, mentre quelli che non lo sostengono sono meno di un quinto.

 

Ancora una volta i cittadini si rivelano più saggi di coloro che pure avevano eletto a loro rappresentanza. E questo è sempre più attuale anche in altre nazioni; perché, a chi ne è consapevole, non è solo il cambiamento climatico a fare paura…

L’inizio della fine delle armi nucleari

Una nuova creazione multimediale, un film-documentario prodotto da “Pressenza”, una spinta ulteriore per chiedere ad alta voce un mondo senza atomiche.


Era un’idea nata un anno fa al fine di documentare la storia del TPNW, il Trattato per la proibizione delle armi nucleari. E alla fine concretizzata in un film-documentario, la cui versione in lingua originale è stata presentata a Santiago del Cile nel maggio scorso, mentre la versione inglese ha avuto la sua “prima” lo scorso giugno a New York.

Dalla pagina Youtube che l’agenzia di stampa Pressenza ha dedicato al trailer:

“Questo documentario evidenzia gli sforzi fatti per trasformare il trattato per vietare le armi nucleari in legge internazionale e il ruolo della Campagna Internazionale per Abolire le Armi Nucleari, ICAN, è raccontato tramite le voci di attivisti di spicco di diverse organizzazioni e paesi oltre al Presidente della conferenza ONU di negoziazione.

Questo documentario di 56 minuti trasporta lo spettatore attraverso una breve storia della bomba e dell’attivismo anti-nucleare che ha lottato per eliminarla fin dalla sua invenzione. Si sviluppa tra le iniziative umanitarie che hanno sfidato con successo la narrazione dominante della sicurezza e i passi storici che sono stati percorsi fin dal 2010 per trasformare il trattato da sogno a realtà. Infine, il film mostra quello che può essere fatto da ognuno per aiutare a rendere operativo il trattato e per stigmatizzare le armi nucleari finchè non siano finalmente eliminate.”

L’entità della contrapposizione tra il “no” dei Nuclear States (e dei propri alleati) con la scelta in positivo di altre 122 Nazioni nella votazione del Nuclear Ban sarebbe ridimensionata se si considerasse il volere dei popoli anziché dei propri governi. Basti pensare come via via tante amministrazioni cittadine, anche all’interno degli Stati contrari al TPNW, siano giunte ad approvare, anche con voto “trasversale”, mozioni e delibere per sollecitare le proprie istituzioni nazionali a una presa di posizione a favore della ratifica del Trattato.

La proiezione del film da parte di gruppi e associazioni viene richiesta a Silvio Bruschi silvio1959@gmail.com e la sua distribuzione è totalmente gratuita. La prossima proiezione, a cura del Comitato varesino promotore della 2^ Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, avrà luogo venerdì 29 novembre 2019 alle ore 21, presso la Sala Montanari di Varese, Largo Bersaglieri, 1. Sarà presente Giovanna Pagani (presidente onorario di WILPFWomen’s International League for Peace and Freedom – Italia, partner di ICAN).


Ecco il trailer del filmato:


Trama

Il 7 luglio 2017, 122 paesi, in ambito ONU, hanno votato a favore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.
I Paesi che non hanno armi nucleari ma che vivono sotto la loro minaccia hanno votato a favore del divieto.
Al contrario, tenendo all’oscuro i propri cittadini, i Governi delle potenze nucleari non hanno votato.
Nonostante questo la procedura per rendere operativo il divieto è andata avanti.
Sta succedendo qualcosa di nuovo.

Questo documentario evidenza gli sforzi fatti per trasformare il Trattato per vietare le armi nucleari in legge internazionale e il ruolo in questo della Campagna Internazionale per Abolire le Armi Nucleari – ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017.

Nel film si alternano gli interventi degli attivisti di spicco di diverse organizzazioni e paesi oltre a quello del Presidente della specifica Conferenza di negoziazione ONU.

 

 

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Dichiarazione di Pax Christi International in occasione della visita di papa Francesco in Giappone

Dal 23 al 26 novembre Papa Francesco è atteso in Giappone. Riportiamo la dichiarazione di Pax Christi International che sollecita il Pontefice a rivolgersi al governo del Giappone e a tutti gli stati del Nord-est asiatico affinché aderiscano al Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.


Il movimento internazionale Pax Christi si unisce al Consiglio Cattolico Giapponese per la Giustizia e la Pace nel dare il benvenuto alla visita di Papa Francesco a Hiroshima e Nagasaki. Durante il suo papato, Papa Francesco si è espresso fortemente contro le armi nucleari. È quindi opportuno che durante la sua visita in queste due città chieda passi concreti verso il completo disarmo nucleare.

Pax Christi International (PCI) si aspetta che questa visita pastorale metta in evidenza non solo l’immoralità delle armi nucleari, ma anche l’importanza della nonviolenza come etica fondamentale per la costruzione di culture di pace e di sviluppo sostenibile.

Nel 1945, il Giappone ha sofferto una tragedia che non deve più ripetersi, ma il pericolo che altri possano subire il destino di Hiroshima e Nagasaki oggi rimane grande. Quindi, PCI prende atto con gioia dell’esortazione di papa Francesco, secondo cui gli Stati dovrebbero rifiutare il possesso delle armi nucleari, come pure il loro uso. Elogiamo anche la Santa Sede per essere stata tra i primi Paesi a firmare e ratificare il nuovo Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari.

In quanto popolo di fede e come movimento cattolico globale per la pace, Pax Christi International si ispira alla potente testimonianza nonviolenta degli Ibakusha e di altre persone di buona volontà nell’Asia nord-orientale, nella regione asiatica del Pacifico e altrove, che continuano a lavorare in modo nonviolento per la pace e la giustizia.

Possa questa visita consentire ai governi, incluso il Giappone, di prendere a cuore le parole di papa Francesco: “Le armi di distruzione di massa, in particolare le armi nucleari, non creano altro che un falso senso di sicurezza. Non possono costituire la base per la coesistenza pacifica tra i membri della famiglia umana, che deve piuttosto essere ispirata a un’etica di solidarietà”.

Con tutto ciò in mente, PCI chiede seriamente a papa Francesco di rivolgersi al governo del Giappone e a tutti gli stati del Nord-est asiatico affinché aderiscano al Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari. Il Giappone ha una sfida unica ad assumere questo ruolo di leader, dopo aver subito gli attacchi nucleari del 1945. Il Nord-est asiatico e il mondo affrontano crescenti minacce nucleari.

Possa il viaggio di Papa Francesco catalizzare un cambiamento di cuore in molti, e per questa intenzione Pax Christi International prega per la visita del Pontefice.

TPNW: Il punto della situazione

79 Stati firmatari e 33 ratifiche. Ecco l’aggiornamento più recente che avvicina ancora di più il Trattato per la proibizione delle armi nucleari (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons, TPNW) al suo status di legge ai sensi del Diritto Internazionale. E se poi vengono contati gli Stati il cui processo di ratificazione è tuttora in corso, è molto probabile che l’entrata in vigore del TPNW possa arrivare già nel corso del 2020.

A questo proposito mi sovviene la Campagna “2020 Vision avviata dall’organizzazione dei “Mayors for Peace” per un disarmo atomico globale. Una “visione”, per lungo tempo quasi un’utopia, che però, almeno come realizzazione dello strumento giuridico per l’abolizione delle armi, avrà forse modo di concretizzarsi.

L’atomica è tuttora l’unica arma di distruzione di massa non soggetta a un divieto globale, a differenza di quanto già imposto per le armi chimiche e batteriologiche. A porre freno da parte del Nuclear States ci sono certamente enormi interessi economici e industriali lungo l’intera filiera per la produzione e la gestione degli ordigni, oltre al concetto – quanto mai inutile se non ipocrita – di “deterrenza” per il mantenimento della sicurezza tramite l’equilibrio del terrore.

ICAN Statement on INF Treaty

PRESS RELEASE


Dichiarazione di ICAN relativa al trattato INF

(preparato dai membri dell’International Steering Group nell’ipotesi di ritiro degli Stati Uniti e / o della Russia dal Trattato INF il 2 agosto o successivamente)

La Campagna Internazionale per l’abolizione delle armi nucleari (ICAN) deplora l’irresponsabile distruzione del trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) del 1987 da parte degli attuali leader degli Stati Uniti e della Russia. Al culmine della guerra fredda, questo importante trattato bilaterale ha vietato ed eliminato oltre 2.600 tra i più destabilizzanti dei missili a raggio intermedio, allontanando così il mondo dall’orlo della guerra nucleare e dando il via a ulteriori profondi tagli nei due più grandi arsenali nucleari.

Se i Presidenti Donald Trump e Vladimir Putin uccideranno il Trattato INF, minerebbero ulteriormente lo stesso Trattato di non proliferazione Nucleare (TNP) e metterebbero il mondo a rischio maggiore di uso di armi nucleari e di guerra.

Tra pochi giorni, il mondo ricorderà il 74° anniversario dell’uso delle armi nucleari su Hiroshima e Nagasaki, che hanno ucciso centinaia di migliaia di persone e causato danni a lungo termine alla salute e all’ambiente, che continuano a colpire generazioni nate molto tempo dopo la guerra. Con oltre 13.000 armi nucleari in nove arsenali, tra le crescenti tensioni tra i leader degli Stati nucleari, la terribile eredità delle armi nucleari utilizzate e testate ci ricorda che tali armi di distruzione di massa non devono mai essere più utilizzate.

Dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace 2017 per la sensibilizzazione sui catastrofici impatti umanitari delle armi nucleari e per contribuire al disarmo nucleare basato sui trattati, ICAN invita gli Stati Uniti e la Russia a:

  • Difendere il Diritto Internazionale, compreso il Diritto internazionale umanitario;
  • Avviare colloqui urgenti per ripristinare la conformità e attuare pienamente il Trattato INF;
  • Effettuare tagli più profondi nei loro arsenali;
  • Spianare la strada per una sicurezza nuclear-free aderendo al Trattato Multilaterale delle Nazioni Unite sul divieto delle armi nucleari (TPNW), negoziato e adottato da oltre i due terzi dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2017.

La nostra sicurezza globale non può essere lasciata nelle mani di alcuni governi e leader che sono disposti a sacrificare i bisogni collettivi dell’umanità e la sopravvivenza per i propri fini politici. Le loro azioni e politiche non stanno solo minando i trattati bilaterali e regionali degli ultimi cinquant’anni, ma stanno anche rischiando la sicurezza futura di tutta la vita sulla Terra.

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L’Italia aderisca al TPNW. Una mozione in Senato

Una mozione in Senato. Una richiesta ufficiale affinché il governo italiano disponga i passi necessari affinché anche il nostro Paese aderisca al Trattato per la proibizione delle armi nucleari.

Supportato da IALANAInternational Association of Lawyers for the Abolition of Nuclear Arms – e da altri partner e membri di ICAN in Italia, il documento presentato in Parlamento il 29 maggio scorso nella sua premessa ha illustrato nel dettaglio l’approvazione in sede ONU del Trattato – 122 Paesi a favore, 70 firmatari e 23 ratifiche in data attuale – e la motivazione grave che è stata alla base del lungo percorso che dagli anni passati ha portato alla sua stesura:

Premessa fondamentale del Trattato è il riconoscimento, di particolare rilievo in uno strumento giuridico internazionale, delle “catastrofiche conseguenze umanitarie” delle armi nucleari, e che la loro completa eliminazione “rimane il solo modo per garantire che esse non siano mai usate in qualsiasi circostanza”.

Possibili incidenti nucleari con la probabilità conseguente di deflagrazione (il Dipartimento della Difesa statunitense ne ha elencati finora 32) e incognite derivanti dall’attuale instabilità internazionale elevano il rischio del confronto atomico ancor più che negli anni della Guerra Fredda. 122 nazioni hanno riconosciuto il pericolo e purtuttavia nel nostro continente la posizione dei Paesi della NATO (con l’esclusione dell’Olanda) è stata di assoluto disinteresse nella partecipazione dei lavori dell’Assemblea, e l’Italia si è accodata alle decisioni del Patto Atlantico.

Ecco quindi l’impegno che la mozione formalmente ha indicato al nostro governo:

  • disporre gli atti necessari all’adesione dell’Italia al Trattato delle Nazioni Unite relativo al divieto delle armi nucleari, fatto a New York il 7 luglio 2017 e aperto alla firma il 20 settembre 2017;
  • presentare conseguentemente alle Camere il disegno di legge per l’autorizzazione alla ratifica e per l’esecuzione del Trattato.

 

Mozione presentata dai senatori De Petris, Errani, Grasso, Laforgia, De Falco, Segre, Martelli, Buccarella, De Bonis

Invitiamo alla lettura del testo qui in allegato.

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Trump, Kim Jong Un e IPPNW

Dall’agenzia stampa “Pressenza” un lungo e significativo articolo a firma Di Paolantonio, Presidente di AIMPGN


Il Summit di Hanoi tra i Presidenti Trump e Kim per la denuclearizzazione della Corea è stato interrotto anticipatamente senza giungere ad alcuna conclusione condivisa. Desideriamo in questa circostanza comunicare che il miracolo del loro primo Summit di Singapore fu il frutto del grande cuore di Papa Francesco. Come IPPNW Italy comunicò pubblicamente il 22 giugno u.s., alle ore 9.15, attraverso il programma radiofonico della RAI “Radio Anch’io”, l’ultimo rigo del Singapore Statement tra i due Presidenti firmato a Singapore il giorno prima, lunedì 21 giugno, conteneva lo stesso concetto, con le stesse tre parole, dette pubblicamente due giorni prima, domenica 20 giugno, a Roma, in Piazza San Pietro, dal nostro Papa. Ricordiamo a tutti che lo Stato Città del Vaticano, il 20 settembre 2017, all’ONU, fu il primo membro delle Nazioni Unite a sottoscrivere la ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari che è valso ad  ICAN il Premio Nobel per la Pace 2017.

Guardiamo dunque avanti con speranza, dopo la conclusione anticipata con un nulla di fatto del secondo vertice USA/Corea del Nord in Vietnam, alla visita che Papa Francesco farà in novembre alla città di Hiroshima ed all’invito rivoltogli dai Presidenti di Corea a recarsi in quella penisola.

Noi consideriamo il fallimento dell’incontro di Hanoi più che un problema, un’opportunità.

Come affermato ad Hanoi da Akira Kawasaki, membro dell’International Steering Group di ICAN, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, Campagna Internazionale per la Prevenzione della Guerra Nucleare, insignita del Premio Nobel per la Pace 2017 per l’azione svolta all’ONU per il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, “lo scorso giugno, a Singapore, fummo d’accordo su un grande obiettivo – la denuclearizzazione della Penisola di Corea. La nostra proposta nasce dal chiaro riconoscimento dell’impatto umanitario delle armi nucleari. Occorre che questo sia il punto fondamentale, perchè queste armi pongono una seria minaccia a tutti, non solo in Corea, ma per il mondo intero. I leaders del mondo hanno bisogno di capire a fondo l’esatta natura e significato delle armi nucleari. Basandoci su questo, noi chiediamo una denuclearizzazione completa basata sul diritto internazionale.

Noi non possiamo contare su accordi bilaterali tra leaders molto imprevedibili di certi Paesi. Al contrario, è necessario che siano applicate leggi universali ed onnicomprensive. Per esempio, noi abbiamo il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, che è stato adottato due anni fa e che ha meritato ad ICAN il Premio Nobel per la Pace.

Esso fornisce un percorso onnicomprensivo agli Stati dotati di armi nucleari per smantellare tutte le loro armi nucleari, interrompere i relativi programmi e permetterne la verifica internazionale. C’è bisogno che sia applicato anche alla Penisola di Corea.

Noi, dopo la disdetta del Trattato INF Usa/Urss del 1987 sulle Armi Nucleari Intermedie, siamo molto preoccupati circa l’atteggiamento di Usa e Russia verso il disarmo nucleare.

All’inizio di febbraio gli Stati Uniti hanno dichiarato che sarebbero usciti dal Trattato INF, e la Russia ha semplicemente seguito questa decisione. Sta diventando chiaro che questi Stati armati di armi nucleari non stanno seguendo ed onorando i loro rispettivi obblighi verso il disarmo.

Da un lato, queste potenze nucleari stanno distruggendo il regime di disarmo ed iniziando una nuova corsa al riarmo nucleare. Dall’altro lato, essi chiedono che la Corea  del Nord si disarmi. Questo tipo di impostazione non sarà efficace. Questo è il motivo per cui chiediamo un approccio globale che faccia appello a tutte le nazioni.

Quindi, invece che parlare soltanto del disarmo della Corea del Nord, noi abbiamo bisogno di discutere del disarmo generale delle armi nucleari.”

Siamo orgogliosi di poter dire di essere vicini a Papa Francesco e che contiamo su di lui per un futuro progresso nella pacificazione della Corea e nella sua denuclearizzazione.

 

Dott. Michele Di Paolantonio,

Presidente dell’AIMPGN (IPPNW Italy),