Legate dal ricordo. Ma adesso anche da un’iniziativa che riunisce attivisti entusiasti e risoluti sulle “due ruote”, arrivati a Nagasaki da 20 diverse Nazioni. Sì, ancora esse, Nagasaki e Hiroshima. Due città risorte dalle macerie della “Bomba” ma che mantengono sempre l’emblema della memoria.
Un tour ciclistico che vuole lanciare un monito all’umanità. Partono oggi da Nagasaki in un percorso che per 500 chilometri attraverserà in varie tappe la parte meridionale del Giappone. Meta finale Hiroshima. Un’iniziativa di numerosi studenti e medici appartenenti a IPPNW, l’Organizzazione internazionale dei medici per la prevenzione della guerra nucleare.
Nel blog dedicato all’iniziativa, credo che saranno tanti i post a seguire lungo il percorso. Già da ora s’avverte l’entusiasmo giovanile che sta legando i partecipanti, l’emozione del trovarsi insieme a condividere l’imminente fatica corroborata però dall’importanza dell’evento, oltre che dalla bellezza del paesaggio e dalla curiosità innescata nell’attraversare un luogo dalla cultura diversa e millenaria.
Una bella notizia di cronaca, finalmente, arrivata con un tweet e rimbalzata nell’impulso di divulgarne la voce. E che fa il paio con quanto qualche giorno fa è apparso, sempre come cronaca online assai poco mostrata dai media. Anch’esso un tour su due ruote, anch’esso con l’ideale di raccontare e far riflettere opinione pubblica e istituzioni sull’idiozia mondiale del tenere ancora in piedi il diabolico meccanismo di morte cui le prime Bombe hanno dato l’avvio.
NOTE E LINK
Ah! Potessero seguire questi tour anche i “Grandi” del mondo! Potessero entrare, essi, potenti ma spesso fuori dalla realtà, nello spirito del voler cambiare, del voler vivere e prevenire la morte del pianeta, del voler giocare una volta per tutte la carta del disarmo nucleare, totale e irreversibile! Se la deterrenza è legge dettata dalla paura, perché allora non spingere all’incontro per alimentare la fiducia? La posta in gioco è assai grande e mette sullo stesso piano di morte sia noi che loro, sia chi subirebbe il primo colpo sia chi avesse premuto il bottone dell’Apocalisse.
Non vale la pena cambiare le regole?
Dall’on. Federica Mogherini, parlamentare molto attiva sui temi del disarmo, una possibile good news alla vigilia del vertice NATO di Chicago.
“Le Nazioni Unite hanno adottato una risoluzione annuale ‘consensuale’, cioè includendo il supporto degli Stati della regione, richiamando all’istituzione di una zona “libera dalle armi nucleari” nel Medio Oriente, ma i soli governi non sono stati in grado di svilupparne l’evento politico o di scavalcare le divisioni politiche per raggiungere questo vitale obiettivo. I Parlamentari possono collaborare, al di là delle frontiere nazionali, per garantirne il successo”. Così si è espresso Alyn Ware, coordinatore mondiale di PNND, l’Organizzazione mondiale dei Parlamentari per la Non-Prolferazione e il Disarmo nucleare all’annuale assemblea delo scorso 20 ottobre a Berna.
IPPNW a Chicago il 23 Aprile prossimo, per la partecipazione all’annuale Summit, il dodicesimo dalla sua fondazione nel 1999.
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